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	<title>CalcioPadova1910.com &#187; Teo Ricordito?</title>
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	<description>Il Blog Ufficiale del Calcio Padova 1910</description>
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		<title>Mattino, Cuffa al San Nicola ritrova il suo vecchio presidente del Castellaneta Piero Musci: &#8220;lo tirai su a carne di cavallo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2013 16:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[BARI (&#8230;) Il post partita di Bari-Padova ha regalato una storia di calcio e grande umanità. Il protagonista è il beniamino dei tifosi biancoscudati, Matias Cuffa, l&#8217;esempio tipico, se ce n&#8217;è uno, del giocatore che si è fatto da sé, arrivando in alto solo grazie a grinta e determinazione fuori dal comune. Siamo alle battute [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>BARI (&#8230;) Il post partita di Bari-Padova ha regalato una storia di calcio e grande umanità. Il protagonista è il beniamino dei tifosi biancoscudati, Matias Cuffa, l&#8217;esempio tipico, se ce n&#8217;è uno, del giocatore che si è fatto da sé, arrivando in alto solo grazie a grinta e determinazione fuori dal comune. Siamo alle battute finali della partita quando un signore di mezza età, nella tribuna centrale del “San Nicola”, riconosce l&#8217;accento veneto e si avvicina ad un gruppo di tifosi. Sono sette fedelissimi padovani, ai quali l&#8217;interlocutore chiede se sia possibile avvicinare, prima della partenza del pullman, il capitano della squadra. <span id="more-19457"></span>Perché? Perché lui è Piero Musci, il primo presidente di Cuffa, nella sua seconda avventura italiana. Colui che ha accolto un giovanissimo argentino, il quale, dopo la prima traumatica esperienza a Monselice (da dove era scappato nel giro di un mese per tornare a casa), aveva deciso di riprovare a sfondare nel Belpaese. Era l&#8217;estate del 2001 quando Cuffa sbarcò all&#8217;aeroporto di Bari Palese per giocare una stagione in Puglia nella squadra tarantina del Castellaneta, in Eccellenza. Da lì iniziò la sua carriera in giro per la Penisola. E da quella stagione Musci e Cuffa non si erano più visti. I tifosi biancoscudati, ascoltata la storia, provano ad avvicinarsi agli spogliatoi, chiamano il presidente Penocchio e riescono a far avvicinare Musci. Cuffa sta per salire sul pullman quando viene fermato e non crede ai suoi occhi: riconosce subito Musci, lo abbraccia forte e quasi si commuove, prima di rientrare negli spogliatoi. Una sorpresa così non poteva non essere premiata e il Cabezòn decide di regalare la maglietta con cui è tornato al gol, dopo 14 mesi di astinenza, proprio al suo vecchio presidente. Il tempo di fare quattro chiacchiere e il capitano sale sul pullman per dirigersi verso l’aeroporto e tornare a Padova, mentre Musci, prima di rientrare a Castellaneta, non smette di sorridere e ringraziare i tifosi biancoscudati che gli hanno permesso di rivedere il suo vecchio pupillo. «È stata una grande emozione», racconta. «Pensate, sono stato proprio io ad andarlo a prendere all&#8217;aeroporto quando giunse da Buenos Aires. Era fine agosto, ma in Argentina faceva freddo e lui indossava il cappotto. Sembrava Batistuta per la capigliatura, ma era molto magro e arrivava da una situazione problematica. A quel tempo in Argentina si soffriva molto la crisi. Così decisi di tirarlo su a carne di cavallo». Aveva vent&#8217;anni Cuffa, l&#8217;inverno precedente era stato a Monselice ma non si era ambientato, tornando in patria dopo appena due partite. Come ha fatto, poi, a finire a Castellaneta? «Me lo avevano segnalato dei conoscenti liguri, visto che Matias ha degli antenati di Genova. Decisi di provarlo, all&#8217;epoca faceva il centravanti e, anche se si vedeva che non era il suo ruolo, ci diede una grande mano. In quella stagione ci avevano indicato come la squadra-materasso, invece sfiorammo la promozione in D. A fine anno l&#8217;argentino iniziò il suo lungo tour per l&#8217;Italia e adesso sono veramente orgoglioso che sia riuscito a fare questa grande carriera».</p>
<p>Fonte | Stefano Volpe per il Mattino di Padova</p>
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		<title>Anche il giornalista Paolo Donà lascia il Padova</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jul 2013 08:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Teo Ricordito?]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Cestaro]]></category>
		<category><![CDATA[PadovaSport.tv]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Donà]]></category>

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		<description><![CDATA[Marcello Cestaro autografa la maglia a Paolo Donà. Due pezzi di storia del Calcio Padova se ne vanno insieme. Volti e personaggi cambiano nell&#8217;ambiente biancoscudato: insieme al Cavaliere, &#8220;lascia&#8221; anche la storica firma de Il Gazzettino, Paolo Donà, da oggi ufficialmente in pensione. Paolo Donà, 65 anni, debuttò con un Pisa-Padova, tanti anni fa: &#8220;Era [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Marcello Cestaro autografa la maglia a Paolo Donà. Due pezzi di storia del Calcio Padova se ne vanno insieme. Volti e personaggi cambiano nell&#8217;ambiente biancoscudato: insieme al Cavaliere, &#8220;lascia&#8221; anche la storica firma de Il Gazzettino, Paolo Donà, da oggi ufficialmente in pensione. Paolo Donà, 65 anni, debuttò con un Pisa-Padova, tanti anni fa:<span id="more-19155"></span></p>
<p>&#8220;<em>Era il 3 novembre 1984 &#8211; ci spiega &#8211; andai in trasferta con Fantino Cocco, un mio collega. Ho iniziato a seguire il Padova in B e l&#8217;ho lasciato in B, passando per serie A, C2 e C1. Ho visto praticamente tutti i campi di Italia!</em></p>
<p>Il momento più bello?<br />
&#8220;<em>Lo spareggio a Firenze nel 1995 contro il Genoa, per restare in A. Sempre con Cocco arrivammo allo stadio due tre ore prima, la giornata era grigia, si arrivò ai rigori con il gol decisivo di Kreek. Quando mi alzai dalla tribuna stampa, mi ballavano i pantaloni. Credo di aver perso qualche chilo&#8230;</em></p>
<p>Il più brutto?<br />
&#8220;<em>Un altro spareggio, Padova-Trento, per andare in C1. Al tempo il presidente era Pilotto, fu il più grande esodo del pubblico padovano, a Verona erano in 20.000 con 500 trentini. La partita finì 2-2, arrivai allo stadio all&#8217;inizio del secondo tempo. Ci rimasi talmente male per la sconfitta ai rigori che la sera non cenai. Per uno che veniva soprannominato l&#8217;esofago di Dio, era incredibile</em>&#8220;.</p>
<p>Qualche aneddoto curioso?<br />
&#8220;<em>Più di uno. Alla fine di una partita insignificante di fine campionato, a Fano, Guglielmo Coppola mi aggredì. Mi urlò furente io non sono utopia! Io non capivo, dovette intervenire l&#8217;allora presidente Voltan a separarlo da me. Poi mi riferirono il motivo: qualche giorno prima titolai: Padova di triveneti, una meravigliosa utopia. Coppola pensava che utopia significasse aborto. Mi ricordo anche in aeroporto a Roma, guardavo due giocatori del Padova fare le parole crociate: sei caselle il fiume di Roma? Uno dei due propose Fiumicino</em>&#8220;.</p>
<p>Fonte | Stefano Viafora per <a href="http://www.padovasport.tv/""target="new">PadovaSport.tv</a></p>
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		<title>&#8220;Calcio Romantico&#8221; ricorda l&#8217;arrivo di Alexi Lalas al Padova nel 1994</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 15:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Teo Ricordito?]]></category>
		<category><![CDATA[Alexi Lalas]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio Romantico]]></category>
		<category><![CDATA[Houtie and the Blowfish]]></category>
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		<description><![CDATA[Fonte &#124; Federico per CALCIO ROMANTICO Quando Roberto Baggio tira alto il suo rigore, il mondiale a stelle e strisce del 1994 va in archivio e, mentre il Brasile festeggia il suo quarto titolo, partono le prime considerazioni sulla kermesse appena conclusa. Giocare a mezzogiorno perché in quel momento in Europa è prima serata è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte | Federico per <a href="http://www.calcioromantico.com/" target="_blank">CALCIO ROMANTICO</a></p>
<p>Quando Roberto Baggio tira alto il suo rigore, il mondiale a stelle e strisce del 1994 va in archivio e, mentre il Brasile festeggia il suo quarto titolo, partono le prime considerazioni sulla kermesse appena conclusa. Giocare a mezzogiorno perché in quel momento in Europa è prima serata è una cosa folle se pensiamo che un mondiale debba esaltare gesti tecnici e prodezze atletiche dei giocatori. Normale, se invece pensiamo che USA 1994 è stata soprattutto un’operazione commerciale, pianificata da anni dalla FIFA e tutto sommato ben riuscita. Infatti, anche se come canta Elio fondamentalmente agli americani non interessano i mondiali di calcio americani, gli stadi sono stati sempre pieni, magari di emigranti o di gente che si chiedeva perché la palla fosse sferica e non ellittica. E poi, nonostante negli Stati Uniti il soccer si giochi solo nei college e non ci sia più un campionato professionistico tipo NBA, la nazionale padrona di casa si è ben difesa, ha passato per la prima volta dal 1930 il primo turno, ha ceduto agli ottavi solo 1-0 ai futuri tetracampeão verdeoro e ha messo in mostra individualità di tutto rispetto, come Tab Ramos e John Harkes, e personaggi tipici del melting pot stile USA che comunque a pallone sanno dire la loro, come il portiere italo-americano Meola, il soldato dei marines Stewart, il meticcio Cobi Jones e il ribelle <strong>Alexi Lalas</strong>.<br />
<span id="more-19066"></span><br />
Mamma americana, papà greco, alto e dinoccolato, capelli rossicci tenuti lunghi sin da quando è ragazzo, baffetti e pizzetto. Lo vedresti meglio con una chitarra in mano che a fare il difensore centrale sul prato verde. Lo vedresti meglio lì semplicemente perché Alexi appena esce dal campo fa proprio quello. Un anticonformista dalla faccia simpatica che nel frattempo è sbarcato in Italia ed è diventato il primo statunitense del nostro campionato. Dato che per veder partire la Major League Soccer ci vorranno infatti almeno due anni, i nazionali USA che ancora non ce l’hanno sono stati caldamente invitati a cercarsi una sistemazione in Europa. Lalas così ha scelto l’Italia e Il Padova, appena promosso in A, ed è subito diventato un personaggio. I giornali lo rincorrono e lui rilascia interviste con tranquillità e in modo scanzonato così come quando gioca o suona: così si scopre che è ateo, legge libri e Il giovane Holden è il suo preferito, ringrazia Cristoforo Colombo e il suo allenatore in nazionale Milutinović per avergli permesso l’avventura italiana e non gli frega molto di sapere a chi assomiglia col suo pizzetto.</p>
<p>Poi inizia il campionato e le cose si fanno più serie. Dopo cinque giornate il Padova ha solo un punto, ha fatto solo 3 gol che gli sono valsi un pareggio rocambolesco a Napoli, ne ha presi 15 e ora ospita il Milan di Capello, campione d’Italia e d’Europa in carica. Sembra tutto già scritto, ma gli allenatori Stacchini e Sandreani e tutti i giocatori forse capiscono di giocarsi molto più di tre punti quel giorno e così riescono nel miracolo. Al 27′ è proprio il greco americano a portare in vantaggio i biancoscudati sugli sviluppi di un’azione un po’ confusa (IN BASSO IL VIDEO DELLA PARTITA), poi nella ripresa un gran tiro da fuori del terzino Gabrieli sigla il definitivo 2-0. È il 16 ottobre 1994 e quel giorno il Padova e Lalas capiscono di potersi giocare la salvezza. Tra il dire e il fare ci sono di mezzo altre ventottto giornate di campionato e un drammatico spareggio, giocato a Firenze e vinto contro il Genoa ai rigori, ma alla fine la salvezza arriva. Alexi Lalas è uno dei protagonisti: gioca tutte le partite tranne una, segna anche al Torino alla ventesima giornata, nello spareggio un suo gol apparso regolare viene annullato e nel frattempo continua a suonare Springsteen nella sua villa di Abano Terme.[1]</p>
<p>Arriva l’estate. Lalas risponde alla chiamata del nuovo ct Sampson e vola a disputare la Copa América. Si toglie il lusso di segnare un gol di tacco nel trionfo americano contro l’Argentina (3-0, IN BASSO IL VIDEO CON IL GOL DI LALAS), poi gli USA si fermano in semifinale. Un anno meraviglioso chiuso in modo magico, che però non si ripete. La stagione 1995/96 infatti inizia male. Lalas gioca poco, non sta benissimo fisicamente, il Padova sprofonda dopo un inizio dignitoso e a marzo arriva la chiamata oceanica. La Major League è ai nastri di partenza e come previsto gli americani tornano a casa. Lo aspetta una nuova fase della carriera che gli darà anche una CONCACAF Champions Cup nel 2000 con i Los Angeles Galaxy e l’emozione di un altro mondiale, meno produttivo del precedente.</p>
<p>I fasti di quella annata 1994/95 vissuta nel cuore del calcio che conta non torneranno più e Lalas rimarrà nel cuore e nel ricordo dei romantici come quel simpatico e alto ragazzotto con pizzo e capelli lunghi che il palco ha prestato al calcio.</p>
<p>—————————————————————————————————–<br />
[1] Segna anche in Coppa Italia il 21 settembre 1994 in Inter-Padova 0-1, ritorno del secondo turno, ma il gol non serve perché i nerazzurri hanno nettamente vinto 3-0 l’andata</p>
<p>IL GOL DI TACCO DI LALAS IN USA-ARGENTINA 3-0 1995:<br />
<iframe width="610" height="458" src="http://www.youtube.com/embed/9Qhl2xXXchE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Il Primo gol di Lalas nel Padova in Padova-Milan 2-0 1994:<br />
<iframe width="610" height="458" src="http://www.youtube.com/embed/cVjDVvCrw5A" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Alexi Lalas canta gli Houtie and the Blowfish<br />
<iframe width="610" height="458" src="http://www.youtube.com/embed/s9WRZvLCalQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Morto Alessio Nicolè, ex terzino di Rocco Per sette anni consecutivi giocò nel Treviso</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 09:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un altro “ex” del Padova di Rocco se n’è andato. L’altra sera, all’ospedale di Padova, è morto Alessio Nicolè, malato da tempo. Difensore, nato nella città del Santo il 16 febbraio 1935, avrebbe compiuto 78 anni sabato prossimo. Gli annali del calcio biancoscudato lo citano a proposito dell’unica presenza registrata in serie A con la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro “ex” del Padova di Rocco se n’è andato. L’altra sera, all’ospedale di Padova, è morto Alessio Nicolè, malato da tempo. Difensore, nato nella città del Santo il 16 febbraio 1935, avrebbe compiuto 78 anni sabato prossimo. Gli annali del calcio biancoscudato lo citano a proposito dell’unica presenza registrata in serie A con la squadra della sua città: l’esordio, con il paròn in panchina, dell’11 marzo 1956 contro il Genoa a Marassi ( partita che si concluse 0-0). Dopo quella gara Alessio Nicolè fu costretto a restar fuori a lungo, un intero campionato, per la rottura dei legamenti di un ginocchio. Operato e ristabilitosi completamente, passò al Treviso, di cui fu titolare inamovibile per sette stagioni, ricoprendo anche il ruolo di capitano della formazione biancoceleste. I funerali di Nicolè si celebreranno mercoledì, alle ore 10.30, nella chiesa di San Giovanni Bosco.<span id="more-18762"></span><br />
Fonte | <a href="http://mattinopadova.gelocal.it/" target="new">Il Mattino di Padova</a></p>
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		<title>103 Anni di Storia: Tanti Auguri al Calcio Padova 1910! Carrellata biancoscudata di video amarcord</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 23:03:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;È costituita col nome di Associazione del Calcio Padova una società avente lo scopo di incrementare la pratica e la diffusione del Gioco del Calcio in particolare e degli altri sport atletici in genere col fine della educazione fisica della gioventù.» Recita così il primo dei 23 articoli dell&#8217;atto costitutivo del Padova che il barone [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;È costituita col nome di Associazione del Calcio Padova una società avente lo scopo di incrementare la pratica e la diffusione del Gioco del Calcio in particolare e degli altri sport atletici in genere col fine della educazione fisica della gioventù.</em>»<br />
Recita così il primo dei 23 articoli dell&#8217;atto costitutivo del Padova che il barone Giorgio Treves de Bonfili, che sarà anche giocatore e allenatore, firma come primo presidente il 29 gennaio 1910, nella sede della Rari Nantes Patavium in Piazzetta del Teatro Garibaldi, 3 (Padova).</p>
<h3>Oggi, 29 Gennaio 2013, il Calcio Padova 1910 compie 103 anni di Storia: Auguri a tutti i tifosi Biancoscudati di ieri, di oggi e di domani</h3>
<p>Per tutti i cuori Biancoscudati, una carrellata di video amarcord:<br />
<span id="more-18660"></span></p>
<p>100&#8230; e 3 anni di storia!<br />
<iframe width="610" height="458" src="http://www.youtube.com/embed/FjC_wGEXraI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il demo del film sul Calcio Padova<br />
<iframe width="610" height="343" src="http://www.youtube.com/embed/wO5XbGDZF0E" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Oltre 100 anni di emozioni biancoscudate<br />
<iframe width="610" height="343" src="http://www.youtube.com/embed/odxM_xdO6Qg?list=UU9MmQIKGDQf8TQY0ebMEgsQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Amarcord con i gol del Padova in Serie B Stagione 1984/85<br />
<iframe width="610" height="343" src="http://www.youtube.com/embed/W7WKIHfjRBk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Emozioni e Gol Biancoscudati<br />
<iframe width="610" height="343" src="http://www.youtube.com/embed/IWnNau_dcJg?list=PL5CC4A6471066AE01" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Amarcord con tutti i gol del Padova in Serie A Stagione 1994/95<br />
<iframe width="610" height="343" src="http://www.youtube.com/embed/DDP2M1nHLws" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La classifica dei gol più belli della Stagione 2010/11<br />
<iframe width="610" height="458" src="http://www.youtube.com/embed/thsttv2ToTk" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L&#8217;inno del Centenario del Calcio Padova 1910<br />
<iframe width="610" height="458" src="http://www.youtube.com/embed/c5jkEyooQTc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
.</p>
<p>Courtesy of StenePamChanel, Biancoscudati.net, TessaPadova<br />
Fonte | Padova Calcio</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I Biancoscoppiati ci regalano un video con le emozioni del Padova raccontate da Gildo Fattori e Antonio Ammazzagatti</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2013 15:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Teo Ricordito?]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Ammazzagatti]]></category>
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		<description><![CDATA[Regalo per tutti i tifosi biancoscudati da parte de &#8220;I Biancoscoppiati&#8221;, che oggi dalla loro pagina facebook hanno omaggiato i loro seguaci con un montaggio video lungo oltre 30 minuti che raccoglie i momenti più emozionanti degli ultimi anni, raccontati dalle storiche radiocronache di Gildo Fattori e Antonio Ammazzagatti, attraverso partite al cardiopalma, spareggi e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Regalo per tutti i tifosi biancoscudati da parte de &#8220;I Biancoscoppiati&#8221;, che oggi dalla loro pagina facebook hanno omaggiato i loro seguaci con un montaggio video lungo oltre 30 minuti che raccoglie i momenti più emozionanti degli ultimi anni, raccontati dalle storiche radiocronache di Gildo Fattori e Antonio Ammazzagatti, attraverso partite al cardiopalma, spareggi e derby rocamboleschi. Ecco il messaggio e il video de &#8220;I Biancoscoppiati&#8221;:</p>
<p><em>&#8220;Mezz&#8217;ora di brividi ed emozioni biancoscudate ripercorrendo, radiofonicamente, le partite più importanti di questi ultimi 2 decenni: dalla serie A allo spareggio di Busto, dalla finale playout di Trieste alla cavalcata playoff, fino agli infuocati derby e le partite all&#8217;ultimo respiro degli ultimi tempi!<br />
Da Gildo Fattori ad Antonio Ammazzagatti, degno erede ed attuale &#8220;Voice&#8221; del biancoscudo, a cui va il nostro ringraziamento sia per l&#8217;enfasi e il trasporto con cui racconta le gesta della nostra squadra (ne sentirete delle belle&#8230; <img src='https://www.calciopadova1910.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  ), sia e soprattutto per averci messo a disposizione il materiale -inedito e mai pubblicato quello delle ultime 2 stagioni-.<br />
Che dire? Chiudete gli occhi, aprite il cuore e&#8230; forza Calcio PADOVA 1910!&#8221;</em><span id="more-18603"></span><br />
<iframe width="610" height="343" src="http://www.youtube.com/embed/B-EdoP9U2QM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Fonte | <a href="https://www.facebook.com/BIANCOSCOPPIATI?ref=ts&#038;fref=ts" target="new">I Biancoscoppiati</a></p>
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		<title>Caduta accidentale e femore rotto per il &#8220;panzer&#8221; Gastone Zanon. In bocca al lupo per una pronta guarigione!</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jan 2013 10:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Mattino di Padova) Gastone Zanon, uno dei “panzer” del Padova di Nereo Rocco, è in ospedale, con il femore della gamba destra rotto. Una caduta accidentale, la mattina del 31 dicembre scorso, mentre camminava con un amico in via Vescovado, gli è costata una fine d’anno dolorosa, ricoverato nella Clinica Ortopedica del Policlinico cittadino, dove [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(Mattino di Padova) <strong>Gastone Zanon</strong>, uno dei “panzer” del Padova di Nereo Rocco, è in ospedale, con il femore della gamba destra rotto. Una caduta accidentale, la mattina del 31 dicembre scorso, mentre camminava con un amico in via Vescovado, gli è costata una fine d’anno dolorosa, ricoverato nella Clinica Ortopedica del Policlinico cittadino, dove mercoledì 2 gennaio l’equipe diretta dal prof. Roberto Aldegheri lo ha operato. «Ho seguito tutte le fasi dell’intervento», ci ha raccontato ieri al telefono.<span id="more-18574"></span> «Mi hanno fatto l’anestesia locale, praticamente non ho sentito nulla alla gamba, e mi hanno inserito due chiodi nell’osso. Ho già iniziato a muovere qualche piccolo passo e fra domani (oggi, ndr) e mercoledì dovrei essere trasferito a Villa Maria per cominciare, lentamente, la fase della rieducazione». Zanon, 88 anni compiuti a novembre, vive da solo, e per questo motivo deve ora ricorrere all’assistenza di una clinica convenzionata. «Mia figlia Elisabetta (l’altro figlio, Davide, è avvocato) è sempre qui», racconta, «e mi sta dietro tanto, ma è chiaro che non può accudirmi tutto il giorno, per cui adesso ho bisogno del personale di una Casa di cura». I tempi di guarigione non si annunciano brevi, considerata sia l’età avanzata che il tipo di frattura subita. «È incredibile», si rammaricava sempre ieri Gastone, «da giocatore non mi sono mai fatto male seriamente, mai rotto nulla, eppure ero uno che ci dava dentro (“Spazzola” il suo soprannome, proprio perché, da coriaceo difensore, non faceva tanti complimenti negli interventi). Che dire? Mi doveva capitare una cosa del genere così avanti negli anni&#8230;». Abituale frequentatore dell’Euganeo insieme all’amico, ed ex compagno di squadra, Humberto Rosa, sarà forzatamente costretto a seguire l’amato Padova alla tv, prima di avere l’o.k. dai medici per ritornare allo stadio. Cresciuto nel vivaio patavino, Zanon debuttò in prima squadra il 12 marzo 1944 in Legnano-Padova (3-1). Giocò la sua ultima partita nel marzo 1957 (Lanerossi-Padova 0-0). In totale, <strong>con la maglia biancoscudata ha collezionato 273 presenze ufficiali e segnato 2 gol.</strong><br />
Fonte | Stefano Edel per <a href="http://mattinopadova.gelocal.it/" target="new">Il Mattino di Padova</a></p>
<p><em>Da parte della redazione di CalcioPadova1910.com, gli auguri di una pronta guarigione!</em></p>
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		<title>Gianni Brera, mercoledì saranno 20 anni di calcio senza il cantore più grande. Il ricordo de &#8220;Il Messaggero&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2012 09:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[MILANO &#8211; «Il vero calcio rientra nell&#8217;epica». Gianni Brera (vero nome Giovanni Luigi Brera, nato a San Zenone al Po, 8 settembre 1919 – Morto a Codogno, 19 dicembre 1992)) raccontava così dalle colonne del Giorno Italia-Germania 4-3, con un resoconto «a metà tra epinicio e ditirambo». Mercoledì 19 Dicembre saranno 20 anni di pallone [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO &#8211; «Il vero calcio rientra nell&#8217;epica». Gianni Brera (vero nome Giovanni Luigi Brera, nato a San Zenone al Po, 8 settembre 1919 – Morto a Codogno, 19 dicembre 1992)) raccontava così dalle colonne del Giorno Italia-Germania 4-3, con un resoconto «a metà tra epinicio e ditirambo». Mercoledì 19 Dicembre saranno 20 anni di pallone senza la sua firma, e forse è un po&#8217; anche per questo che le domeniche hanno sempre meno l&#8217;aura del mito. “Eupalla, Puliciclone, Rombo di Tuono”: trasformati da quella penna la corsa, i salti, i tiri, i voli della palla non sono mai stati solo sport. Anche se fu lui a imporre un nome diventato universale per uno degli undici giocatori, quello a suprema difesa del portiere: «il libero».</p>
<p>Avvolgeva le gesta sportive del fumo dell&#8217;immancabile sigaretta o della pipa, e da figlio povero della Padania che «gigioneggia con i suoi miti» creava epopea, nell&#8217;era pre-televisiva. «Lessi la prima volta “Rombo di Tuono”, e subito me ne innamorai &#8211; rivela oggi Gigi Riva &#8211; Al tempo non lo ammisi ma il soprannome coniato da Brera mi piaceva molto. E chi ci avrebbe mai pensato? Però rendeva perfettamente, confesso che da quel giorno mi sono sentito perfino un pò più forte. Di sinistro ero meglio io, ma di testa di sicuro lui&#8230;».<span id="more-18410"></span></p>
<p>Gioan fu Carlo era nato in provincia di Pavia nel &#8217;19; paracadutista della Folgore fuggito alla Gestapo e poi partigiano; laureato in Scienze politiche e di profonda cultura classica; allievo ideale dei Bacchelli e degli Zavattini, e per questo aedo dello sport come vita che scorre, da fermare con prosa ricca e profonda quasi fosse il letto del suo fiume; un passato giovanile da centrocampista di quantità e qualche timido tentativo da pugile, anzi da pugilatore avrebbe scritto lui; a 30 anni il più giovane direttore della Gazzetta dello Sport, dopo i mirabolanti reportage dal Tour tra cui spicca un celebre ritratto di Fausto Coppi. Poi capo dei servizi sportivi della novità Il Giorno, il Giornale, Repubblica, in mezzo la direzione del Guerin Sportivo dove dialogava con i lettori di calcio e vita col soprannome di Arcimatto. Soprattutto, ammiratore di Gipo Viani, del Padova e del suo Paron Nereo Rocco. Cioè, in fin dei conti, di quel modo di vivere il calcio.</p>
<p><strong>L&#8217;invenzione del libero</strong>. Niente di più naturale che fosse lui a coniare la parola libero, scrivendola sulla tovaglietta di una cena con Rocco, o a “brevettare” il termine “contropiede”. Anch&#8217;esso sinonimo di una filosofia, di calcio e di vita, tutta italiana. “Figlio del dio Po” e precursore nell&#8217;utilizzare il termine “Padania”, trasformò leggende di provincia in categorie universali. Come quando teorizzava l&#8217;atavica inferiorità fisica del popolo italico come fondamento di un unico, possibile gioco: il difensivismo, per uccellare l&#8217;avversario atleticamente più forte.</p>
<p>«Il termine Abatino non mi ha mai dato particolarmente fastidio», ricorda Gianni Rivera, che per tutti gli altri era invece Golden Boy. Brera lo aveva però messo tra le pagine del suo libro dedicate agli strali polemici, felice di sfidare nelle opinioni i rivali giornalisti e per nulla timoroso di esser smentito dai fatti. «A dire il vero &#8211; prosegue il campione degli anni &#8217;60 e &#8217;70, cui toccò in sorte carriera diversa da quella di «giocatore da amichevole» &#8211; Brera aveva coniato quel soprannome per Bulgarelli, Mazzola e il sottoscritto: la compagnia degli abatini. Io fui l&#8217;unico a rispondere, e rimase appiccicato a me. Semplicemente, avevamo due idee diverse di come sfruttare i 110 metri del campo di gioco. Ma questo non ci impediva di incontrarci e parlarne al bar: spesso pensarla all&#8217;opposto e ritrovarsi di fronte a un bicchiere è l&#8217;ideale, nel calcio..».</p>
<p><strong>Per questo al centro della tavola di casa Rocco</strong>, a Trieste per una celebre intervista tv, una bottiglia di buon rosso non poteva mancare. (&#8230;)</p>
<p><strong>Brera: da Abatino a Rombo di Tuono, tutte le invenzioni del Gadda del calcio</strong><br />
La compagnia degli Abatini. Rombo di Tuono. Bonimba. Piscinin. Ma anche contropiede, centrocampista, libero. La lingua e le sue invenzioni: è questo il segreto del giornalismo di Gianni Brera, anche oltre le opinioni, i partiti presi, le battaglie ideologiche. Per Umberto Eco, il suo giornalismo fu un «Gadda spiegato al popolo».(&#8230;)<br />
Riva era ROMBO DI TUONO, tanto quanto Achille è e sarà per sempre piè veloce. Così Gianni Rivera diventa ABATINO perchè fisicamente troppo fragile, leggero. Prima, c&#8217;era stato PEPPÌN Meazza e quel nomignolo lombardo raccontava la grandezza umile del campione di un&#8217;altra epoca. La classe di Causio poteva avere un solo nome: Barone, anche se in origine il nome era BARON TRICCHETRACCHE, a immagine dei fuochi d&#8217;artificio delle sue finte. È una forza della natura quando tira di sinistro Paolino Pulici, e subito diventa PULICICLONE. Rotonda la gioiosa propensione al gol di Boninsegna, all&#8217;arte BONIMBA. La corsa costante di Lele Oriali assomiglia alla pallina di un flipper, di qui PIPER. Per chi lo aveva visto crescere sin da bambino nelle nebbie delle giovanili Milan, Franco Baresi non poteva essere che il PISCININ. Helenio Herrera è ACCACCONE, in piccolo c&#8217;è Heriberto che è ACCACCHINO. Gullit diventa SIMBA. Virdis invece MASSINISSA. Tra i grandissimi, Maradona diventa un PRESTIPEDATORE, Armando Picchi era stato PENNA BIANCA. Poi c&#8217;è l&#8217;amore per il Genoa, il VECCHIO BALORDO. Ad ispirare il personalissimo glossario atletico c&#8217;era una divinità privata EUPALLA, protrettrice del bel gioco così come Atena lo era stata degli eroi greci sotto le mura di Troia. L&#8217;ideologia del calcio di Viani e Rocco ha delle parole chiave: il difensore aggiunto è un battitore LIBERO, e a distanza di anni sarà titolato così il film internazionale su Franz Beckenbauer (“Il libero”); l&#8217;azione che riparte dalla difesa un CONTROPIEDE, parola mutuata dal movimento opposto del coro nella tragedia greca.</p>
<p>Ci sono anche definizioni semplici: se un calciatore per ruolo agisce al centro del campo, come chiamarlo se non CENTROCAMPISTA?. E se un attaccante segna molto, atterrando un avversario come il matador fa col toro nell&#8217;arena, non sarà forse un GOLEADOR? C&#8217;è poi un&#8217;altra pagina del linguaggio breriano. L&#8217;amata terra bagnata dal Po è PADANIA, all&#8217;origine solo un&#8217; indicazione geografica senza implicazioni paraparlamentari. Berlusconi che sbarca nel calcio è il CAVALIERE. E chi col pallone cinchischia a centrocampo fa MELINA: era solo un gioco in voga a Bologna, è diventato anch&#8217;essa categoria dello spirito umano.<br />
Fonte | <a href="http://www.ilmessaggero.it/" target="new"><u>Il Messaggero</u></a></p>
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		<title>Il Mattino ricorda i campioni della Primavera biancoscudata a 50 anni di distanza</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 09:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[PADOVA Da cinquant’anni si conoscono. Da una decina hanno invece deciso di non separarsi più. Sono gli eroi che fecero l’impresa, ovvero, che nell’estate del 1961 si misero in tasca il campionato italiano Primavera indossando la casacca del Calcio Padova. Impresa ripetuta anche cinque anni dopo ed emulata anche dagli Allievi che agli inizi degli [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>PADOVA Da cinquant’anni si conoscono. Da una decina hanno invece deciso di non separarsi più. Sono gli eroi che fecero l’impresa, ovvero, che nell’estate del 1961 si misero in tasca il campionato italiano Primavera indossando la casacca del Calcio Padova. Impresa ripetuta anche cinque anni dopo ed emulata anche dagli Allievi che agli inizi degli anni Settanta conquistarono un ticolore. Molti di loro, ora settantenni, hanno appeso le scarpe al chiodo da tempo, molti, dopo lo scudetto hanno intrapreso professioni diverse: chi ristoratore, chi avvocato.<span id="more-18114"></span> Tuttavia, per molti quell’avventura ha segnato la vita di ciascuno, tanto che una decina d’anni fa, quando Mario Boetto ha deciso di “convocare” la squadra all’Appiani, tutti hanno risposto “come un sol uomo”. E da quel giorno ogni aprile è festa. «Non vedevo l’ora di rabbracciare i mieri compagni», ricorda Boetto che conserva tutte le fotografie dell’epoca. «Dopo aver vinto lo scudetto», continua, «sono partito per il militare. Poi ho giocato in serie B con il Padova e infine mi sono trasferito alla Solbiatese, al Trento e al Monselice. Ho giocato fin che ho potuto, ovvero vino a 34 anni. Poi ho cominciato ad allenare». Panchine importanti per il tempo: Monselice, Este, Montagnana. Ma sempre con un pensiero fisso in testa e un desiderio nel cuore. Incontrare nuovamente i compagni dello scudetto. «La svolta arrivò nel 2002», aggiunge Boetto, «Era dal 1961 che non ci rivedevamo tutti insieme. Così, un bel giorno ho deciso di convocare tutti. Convocare, sì: è il termine più adatto. Perché ho detto ad ognuno di trovarsi all’Appiani il giorno e l’ora precisi. E incredibilmente ci siamo ritrovati tutti. Per fortuna stiamo tutti bene. E così da quel giorno, ad aprile, ci troviamo. Andiamo a mangiare nel locale di Levi Minzi che gestisce un locale ad Albignasego. Ma può succedere, come l’altra sera, che ci siamo radunati ugualmente nella pizzeria di Scucciari di Este. È un modo come un altro per continuare a ricordare quando giocavamo tutti insieme». Un modo come un altro per rivivere serenamente la propria gioventù.<br />
Fonte | <a href="http://mattinopadova.gelocal.it/" target="new">Il Mattino di Padova</a><a href="http://www.calciopadova1910.com/wp-content/uploads/2012/11/Primavera-Campione-dItalia600.jpg"><img src="http://www.calciopadova1910.com/wp-content/uploads/2012/11/Primavera-Campione-dItalia600.jpg" alt="" title="Primavera-Campione-d&#039;Italia600" width="600" height="284" class="alignleft size-full wp-image-18116" /></a></p>
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		<title>Teo Ricordito? Stagione 1985/86: Il gol di Stefano Marchetti al Modena di Damiano Longhi</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2012 10:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non solo Di Nardo, Gasparetto e Schiavon, un&#8217;altro granata domani affronterà da ex il derby della Statale Valsugana: Stefano Marchetti, classe 63&#8242; nato a Fontaniva, oggi direttore sportivo del Cittadella, ieri calciatore di Benevento, Venezia, Trento, Treviso, Arco, Arzignano, Giorgione e appunto Padova. Cresciuto nel vivaio biancoscudato, Marchetti ha esordito in prima squadra nella stagione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo Di Nardo, Gasparetto e Schiavon, un&#8217;altro granata domani affronterà da ex il derby della Statale Valsugana: Stefano Marchetti, classe 63&#8242; nato a Fontaniva, oggi direttore sportivo del Cittadella, ieri calciatore di Benevento, Venezia, Trento, Treviso, Arco, Arzignano, Giorgione e appunto Padova. Cresciuto nel vivaio biancoscudato, Marchetti ha esordito in prima squadra nella stagione 1981/82 in Serie C1, collezionando alla sua prima avventura all&#8217;ombra del Santo 3 presenze e una rete.<span id="more-17997"></span> Poi le esperienze a Benevento, Cattolica e Trento prima di tornare in biancoscudato nella stagione 1985/86: 28 presenze e 3 reti in maglia biancoscudata, più precisamente contro Virescit, Fano e Modena. Ieri in una doppia intervista <a href="www.calciopadova1910.com/2012/interviste/salvatori-ricorda-gli-anni-a-padova-con-marchetti-stefano-sei-grande-ma-mi-fai-penare/" target="new">Salvatori (<u>a questo link</u></a>) e <a href="http://www.calciopadova1910.com/2012/interviste/il-mattino-marchetti-ricorda-gli-anni-a-padova-con-salvatori-fabrizio-quante-botte-mi-hai-dato-grande-stima/"target="new">Marchetti (<u>a questo link</u></a>) hanno ricordato i loro anni insieme a Padova, oggi grazie al prezioso contributo di Stefano Stene Ali, tramite il <a href="http://www.youtube.com/user/STENEPAMCHANNEL" target="new"></u>suo canale youtube (stenepanchannel</u></a>) siamo riusciti a recuperare la rete di Marchetti contro il Modena, il 4-0 firmato al 66&#8242; battendo Marco Ballotta, in campo per il Modena anche Damiano Longhi in quella partita.<br />
</br><br />
Appiani: 10/11/1985<br />
Padova-Modena 4-0 (2&#8242; Tacchi, 27&#8242; Da Re, 39&#8242; Tacchi, <strong>66&#8242; Marchetti</strong>)<br />
PADOVA: Benevelli, Donati, Giansanti, Favaro, Fellet, Da Re, Carrara (77&#8242; Lamia Caputo), Ruffini, Coppola, Valigi, Tacchi (48&#8242; Marchetti). All. Perani<br />
MODENA: Ballotta, Rubino, Torroni, Piacentini, Catellani, Giovanetti, Mezzini, Longhi, Frutti, Domini, Re. All. Mascalaito.<br />
</br><br />
<iframe width="610" height="343" src="http://www.youtube.com/embed/KSuppdbZbJ8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
</br><br />
Ecco la scheda di Stefano Marchetti in maglia biancoscudata:<br />
<a href="http://www.calciopadova1910.com/wp-content/uploads/2012/11/stefano-marchetti.jpg"><img src="http://www.calciopadova1910.com/wp-content/uploads/2012/11/stefano-marchetti.jpg" alt="" title="stefano-marchetti" width="600" height="538" class="alignleft size-full wp-image-17998" /></a></p>
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