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	<title>CalcioPadova1910.com &#187; Colombo</title>
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	<description>Il Blog Ufficiale del Calcio Padova 1910</description>
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		<title>Dal Canto parla a 40 ragazzi della Colombo ad un anno dal suo insediamento: &#8220;Quel giorno mi ha cambiato la vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 13:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[PONTE SAN NICOLO’ Tanti auguri, mister Dal Canto. No, non abbiamo sbagliato di una settimana, visto che ricorre proprio oggi il primo anniversario di “matrimonio” tra il tecnico e il Padova. Dal Canto fu chiamato alla guida dei biancoscudati un uggioso martedì di marzo, era il 15, all’indomani della sconfitta di Cittadella e dell’esonero di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>PONTE SAN NICOLO’ Tanti auguri, mister Dal Canto. No, non abbiamo sbagliato di una settimana, visto che ricorre proprio oggi il primo anniversario di “matrimonio” tra il tecnico e il Padova. Dal Canto fu chiamato alla guida dei biancoscudati un uggioso martedì di marzo, era il 15, all’indomani della sconfitta di Cittadella e dell’esonero di Calori. Il resto è storia notissima e l’ultima pagina, la più insolita ma allo stesso tempo suggestiva, è stata scritta martedì sera nella chiesa parrocchiale di Ponte San Nicolò, dove l’allenatore di Castelfranco Veneto ha raccontato se stesso nel primo incontro dal titolo “Diventiamo grandi”, promosso dalla società sportiva locale “Colombo” per i propri ragazzi del settore giovanile, in collaborazione con il Csi e la Diocesi padovana. Fotografie, autografi, strette di mano, le immancabili domane «Ce la faremo?», «Chi giocherà domenica?». Trovare il tempo per tutti non è facile, ma possibile, soprattutto in un contesto non abituale. <span id="more-12053"></span> In piena Quaresima lo sport è entrato in chiesa, dalla porta principale, grazie al primo degli incontri formativi del ciclo &#8220;Diventiamo grandi&#8221; organizzati dal comitato locale del Csi, dall&#8217;ufficio diocesano per lo sport, dalla parrocchia e dall&#8217;Asd Colombo, la polisportiva che promuove lo sport nel territorio. L&#8217;incontro si è tenuto proprio nella chiesa parrocchiale.<br />
      Ad accogliere Dal Canto c&#8217;erano Marco Illotti, presidente provinciale del Csi, il parroco don Francesco Malaman e il sindaco di Ponte San Nicolò, Enrico Rinuncini, ma soprattutto tanti ragazzi del Colombo, che non hanno voluto perdere l&#8217;occasione di vedere da vicino il coach del Padova.<br />
 La formazione. Sono presenti una quarantina di ragazzini delle formazioni pulcini ed esordienti (oltre ad amici, genitori o semplici curiosi), eccitatissimi nel trovarsi faccia a faccia con il mister, al punto che un bambino, un po’ intimidito, gli si avvicina chiedendogli sottovoce: «Ci può dire la formazione di venerdì?». Dal Canto scoppia in una risata: «La vuoi sapere prima tu dei giocatori!». Poi prende la parola sullo sgabello sistemato davanti all’altare e inizia a… confessarsi. Dodici mesi fa. Parte proprio da quel 15 marzo 2011. «Sì, quel giorno mi ha quasi cambiato la vita, perché anche nelle più rosea delle previsioni non avrei mai pensato di avere così presto un’opportunità del genere. Per il resto sono un ragazzo normalissimo, mi viene appunto di non vestire in giacca e cravatta o di avere i capelli lunghi, ma cerco di essere me stesso». La sua infanzia? «Sono andato via di casa presto. A 13 anni, dopo aver fatto le giovanili al Giorgione e al Montebelluna, mi sono trasferito a Torino per giocare con la Juve. Un’esperienza che mi ha fatto crescere in fretta, poi è venuto tutto di conseguenza. Crescere a 500 chilometri da casa, senza avere vicino la mia famiglia, mi ha certamente formato in fretta, ma mi è anche pesato. Il sacrificio più grande è stato proprio quello di essere lontano dai miei nell&#8217;adolescenza. Essere un professionista di alto livello nel calcio vuol dire vivere un mondo distante dalla &#8220;normalità. Non sono, però, un buon esempio. Sono stato un mezzo somaro, non sono diplomato perché ho perso l’ultimo anno, visto che la sera preferivo giocare a carte. Oggi lo considero un errore grave ed è giusto che i genitori battano molto sull’educazione dei figli». Troppi interessi. C’è una persona che ha lasciato il segno nella sua infanzia? «Un allenatore a Montebelluna, Rinaldo Cavasin, un tecnico vecchio stampo. Veniva a casa mia a tempo perso a dirmi di non mangiare cose fritte, di non bere bevande gassate e di ascoltare i genitori. Sono cose che ti rimangono dentro e che forse oggi non si fanno più». Il calcio trasmette valori? «Dovrebbe, ma poi non succede. Nel professionismo è tutto troppo dipendente dagli interessi economici e si passa sopra a tante cose. I valori bisogna trasmetterli ai ragazzi e infatti il lavoro degli allenatori del settore giovanile è più difficile del mio. Perché si diventa educatori e credo che, se mi avessero dato una categoria inferiore alla Primavera, all’inizio sarei andato in difficoltà». Essere trasparenti. Che dote si riconosce Dal Canto? «La trasparenza. Viviamo in un mondo ovattato, dove certa gente vorrebbe sentirsi dire delle cose anche se non sono quelle corrette, ma io non ragiono così. Credo di aver instaurato un rapporto schietto con i miei giocatori». E il segreto del suo successo? «Quello che più mi ha aiutato è il grande feeling che ho con i ragazzi. Mi trovo a gestire giocatori che hanno anche la mia età, il margine d’errore è piccolo e a volte i miei sbagli sono stati mascherati dal risultato o dalla felice intuizione di un giocatore. A me piace, comunque, avere responsabilità, mi sento più vivo». I sensi del calcio e della vita. A proposito, in stile Paolo Bonolis, Barbara Pavin, segretaria Csi, rivolge le ultime due domande al tecnico. Il suo senso del calcio? «E’ la mia passione, quello che ho sempre voluto fare, ho provato sensazioni uniche e difficili da descrivere e sono contento di avervi dedicato la mia vita e spero che ancora per un bel po’ sia così». Il suo senso della vita? «Mi piace vivere da me stesso, esprimere me stesso e che gli altri vedano quello che sono in realtà e non tante maschere diverse». Dal Canto ha ammesso di non essere un &#8220;pesce nell&#8217;acquario&#8221;: «Non porto giacca e cravatta, ho i capelli lunghi, ma io cerco sempre di essere me stesso. Anche ai giocatori cerco di trasmettere questo, credo che sia una qualità e un atteggiamento che alla fine possano risultare vincenti».<br />
Fonte | Stefano Volpe per <a href="http://mattinopadova.gelocal.it/" target="new">Il Mattino di Padova</a> | <a href="http://www.ilgazzettino.it/"target="new">Il Gazzettino</a></p>
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		<title>Il Padova si dimentica di segnare, la Triestina ci beffa</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 15:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[26^ Giornata 12/02/2011 PADOVA-TRIESTINA 0-1 PADOVA (4-3-1-2): Cano; Crespo, Cesar, Trevisan, Renzetti; Gallozzi, Italiano (dal 27&#8242; st Ronaldo), Bovo; El Shaarawy (dal 21&#8242; st De Paula); Ardemagni (dal 21&#8242; st Di Nardo), Vantaggiato (Menegon, Legati, Cuffa, Jidayi). All. Alessandro Calori TRIESTINA (4-4-2): Colombo; D&#8217;Ambrosio, Malagò, Cottafava, Longhi; Antonelli (dal 33&#8242; st Bariti), Gerbo, Gissi, Miramontes [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>26^ Giornata<br />
12/02/2011<br />
<strong>PADOVA-TRIESTINA 0-1</strong><br />
<a href="http://www.calciopadova1910.com/wp-content/uploads/2011/02/pd-tri-main1.jpg"><img src="http://www.calciopadova1910.com/wp-content/uploads/2011/02/pd-tri-main1.jpg" alt="" title="pd-tri-main" width="610" height="310" class="alignleft size-full wp-image-1581" /></a><br />
</br><br />
PADOVA (4-3-1-2): Cano; Crespo, Cesar, Trevisan, Renzetti; Gallozzi, Italiano (dal 27&#8242; st Ronaldo), Bovo; El Shaarawy (dal 21&#8242; st De Paula); Ardemagni (dal 21&#8242; st Di Nardo), Vantaggiato (Menegon, Legati, Cuffa, Jidayi). All. Alessandro Calori</p>
<p>TRIESTINA (4-4-2): Colombo; D&#8217;Ambrosio, Malagò, Cottafava, Longhi; Antonelli (dal 33&#8242; st Bariti), Gerbo, Gissi, Miramontes (dal 24&#8242; st Taddei); Testini, Della Rocca (dal 40&#8242; st Marchi) (Viotti, Dettori, D&#8217;Aiello, Godeas). All. Bruno Fantini</p>
<p>Arbitro: Daniele Doveri di Roma (Rubino-Masotti). Quarto uomo Peretti</p>
<p>Marcatori: Marchi (Ts) al 43&#8242; st</p>
<p>Ammoniti: Italiano, Crespo (Pd), D&#8217;Ambrosio, Taddei (Ts)<br />
 Arbitro: Doveri di Roma; Rubino-Masotti-Peretti.<br />
Spettatori Paganti 1606, Abbonati 3572 per un Totale di 5178 spettatori e incasso di 16.979,75 Euro.<br />
</br> </br><br />
<a href="http://www.padovacalcio.it/dettaglio-news.php?id=3702"target="new">E’ la giornata di sensibilizzazione nazionale per la prevenzione delle cardiopatie nello sport </a>.<br />
Calori è in panchina nonostante la febbre, in tribuna il gradito ritorno di Davide Succi, di fianco a lui Roger Rabito colpito da bronchite. Calori propone il tridente Ardemagni-Vantaggiato-El Shaarawy, titolare Italiano.<span id="more-1580"></span><br />
Gallozzi è subito spumeggiante, ma la prima occasione capita nei piedi di Cottafava che devia pericolosamente una palla da calcio d’angolo al 7’. Al 10’ El Shaarawy brucia tutta la retroguardia alabardata e crossa al centro, ma il non impeccabile arbitro Doveri non assegna il penalty per l’atterramento netto su Ardemagni in area. Al 13’ Ardemagni di testa pericolosissimo da angolo, salva Colombo (ex della gara). Sul corner seguente, azione confusa con tiro al volo sporco di El Shaarawy, Bovo si ritrova solissimo davanti al portiere ospite, ma lo grazia di testa. L&#8217;arbitro Doveri e i suoi assistenti Rubino e Masotti non sono in giornata e sbagliano clamorosamente molte segnalazioni. La Triestina ragiona a lanci lunghi, anche di pregevole fattura, sfortunatamente per loro il terminale offensivo, ovvero Della Rocca, è lento e non arriva mai alla conclusione. Al 27&#8242; prima ammonizione per fallo a centrocampo di Italiano. Al 33&#8242; cross insidioso dalla destra di Antonelli parato da Cano. Al 34&#8242; ottimo scambio in combinazione El Shaarawy-Ardemagni, la palla arriva a Vantaggiato che da fuori scaglia un siluro di poco fuori. Al 36&#8242; ammonizione dubbia per Crespo per fallo sulla sinistra al limite dell&#8217;area; sulla punizione seguente pericoloso Antonelli che guadagna l&#8217;angolo sul quale Cottafava spara alto da ottima posizione. Al 41&#8242; impresssionante progressione di Vantaggiato, tiro improssivo dalla sinistra e traversa terrificante. Al 43&#8242; ammonito D&#8217;Ambrosio. </p>
<p></br><br />
Nella ripresa squadre invariate. Al 4‘ colpo di testa di Ardemagni salvato in parata plastica da Colombo. Padova che spinge nei primi minuti. Al 12’ pericolosissima la Triestina che va vicinissima al vantaggio con Della Rocca, respinge miracolosamente Cesar  di testa. Al 16‘ Testini pericoloso da fuori, salva Cano in angolo. Gli alabardati guadagnano coraggio ogni minuto che passa, va vicino al vantaggio su mischia in area e Calori cerca di correre ai ripari con De Paula e Di Nardo al posto di Ardemagni e El Shaarawy. Il brasiliano al 22’ spara nell’iperspazio un assist al bacio del caparbio Vantaggiato. Al 23’ entra Taddei per Miramontes proprio quando De Paula tenta di farsi perdonare servendo un ottima palla al centro, gol mancato in mischia di pochissimo. I biancoscudati ci credono e diventano pericolosissimi, Calori lo capisce e getta nella mischia Ronaldo al posto di Italiano al 26’. Al 27’ De Paula in progressione brucia la linea difensiva degli ospiti, ma davanti a Colombo si allunga la palla troppo e spreca una ghiotta occasione. Al 28’ Crespo irrompe in area con determinazione, palla al centro al bacio rasoterra per Di Nardo che solo a porta sguarnita svirgola fuori il più facile dei gol. E’ un Padova che non concretizza la mole di gioco creata davanti, difficile pure parlare di sfortuna quando si mancano occasioni come quelle sprecate da Totò o da De Paula. Al 32’ esce Antonelli, migliore in campo fino a quel momento per Bariti. Al 35’ si aggiunge Vantaggiato alla fiera del gol sbagliato, su ottima invenzione di Renzetti, solissimo davanti Colombo manda a lato sul primo palo. Al 39&#8242; esce Della Rocca per infortunio, al suo posto di Marchi. E proprio<strong> Marchi</strong> al 42&#8242; si prende gioco di Trevisan, e fredda Cano con una precisa conclusione. La beffa è servita. </p>
<p></br><br />
L&#8217;intesa tra i nostri tre attaccanti nel primo tempo non è mai precisa, ma l&#8217;impressione è che sia in netto miglioramento partita dopo partita. Padova penalizzato da ben 11 segnalazioni di fuorigioco nella sola prima frazione, spesse volte dubbie. Ottima la prova dei vari Gallozzi, Crespo e Italiano al rientro in regia, che oggi ha speso molto soprattutto in termini di copertura. Triestina si affida ai contropiedi. Nella ripresa Calori cambia le carte in tavola, ma Di Nardo, De Paula e Vantaggiato sono spaventosamente imprecisi sotto porta al limite dell&#8217;irritante e dilapidano un tesoretto di occasioni clamorose davanti a Colombo. La Triestina esce dall&#8217;Euganeo con il regalo di giornata di Trevisan, anche se colpevolizzare la difesa è da ingrati quando le punte non concretizzano. Il Padova getta nel cestino l&#8217;occasione di irrompere prepotentemente in zona playoff per demeriti propri, la Triestina torna a casa con tre punti generosissimi.<br />
</br><br />
</br><br />
<em>Dante Piotto</em></p>
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		<title>Te Ricordito? 28/11/99 Padova-Triestina 4-2</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 10:01:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[28/11/1999 PADOVA-TRIESTINA 4-2 Campionato Serie C2 Girone A. Sarebbe facile parlare di Padova-Triestina e mostrare le immagini dell’impresa di giugno in terra alabardata, difficile sarebbe nascondere il sorriso o tacere i vari ricordi che riaffiorano, le birre all’andata, la molestia in auto cercando di capire qualcosa sulle sorti della mia amata Nigeria (tutto vano), l’ansia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>28/11/1999 PADOVA-TRIESTINA  4-2</strong><br />
Campionato Serie C2 Girone A.</p>
<p>Sarebbe facile parlare di Padova-Triestina  e mostrare le immagini dell’impresa di giugno in terra alabardata, difficile sarebbe nascondere il sorriso o tacere i vari ricordi che riaffiorano, le birre all’andata, la molestia in auto cercando di capire qualcosa sulle sorti della mia amata Nigeria (tutto vano), l’ansia pre-partita, quella sensazione di essere davanti un precipizio e nessuna voglia di buttarsi (sotto questo aspetto, entrare al Nereo Rocco da molto questa sensazione), e poi l’apoteosi, le scene di giubilo e tutto il resto… Va detto che l’ultima partita giocata a Trieste aveva tutt’altro spirito: tempo infausto, gioco pessimo, il solo palo di Vantaggiato in contropiede a scuotere un po’ la giornata e le prime problematiche che i nostri ragazzi hanno vissuto nelle trasferte targate “Tessera del Tifoso”, personalmente ci aggiungo anche una polmonite che mi ha lasciato a casa per vario tempo. Pensare che forse partite come quella di giugno non si potranno ripetere mette una tristezza infinita, quindi… Parleremo di un&#8217;altra Padova-Triestina. <span id="more-1481"></span><br />
Correva l’anno 1999/2000, buio pesto per il Padova,  Campionato di <strong>Serie C2</strong>, Girone A. Venivamo da una retrocessione assurda e immeritata maturata per una sostituzione (Ticli) errata contro il Varese (squadra che storicamente ho sempre odiato per motivi personali) e un assurdo destino ai playout; diciamocelo, non ce ne andava giusta mai una in quelle stagioni, basti pensare ad un nome che giusto in quell’anno abbandonava Padova: Cesarino Viganò. Era la stagione di transizione del presidente Alberto Mazzocco e la squadra, costruita per tornare subito nel calcio che conta, invece si maschera spesso di ridicolo, patendo batoste che nell’immaginario di qualcuno sono indelebili quanto le vittorie: il doppio 3-0 patito col Teramo, la fatica pazzesca a pareggiare in casa col Sora (!!!), la brutta pagina di Castelfranco Veneto contro il Giorgione, l’aggressione a vari giocatori… basta così va. Arrivammo sesti a tre punti proprio dal Teramo, il campionato lo vinse poi la Torres grazie al mitico capocannoniere <strong>Theófilos Karasavvídis</strong> con 19 reti.  Ebbene, nonostante tutto, i tifosi patavini passarono anche delle domeniche piacevoli come quella che andremo oggi a rivedere. Alabardati e biancoscudati non si ritrovavano in campionato dalla stagione 1990/91 e l’aria che si respira all’Euganeo in quella giornata è incandescente. Il derby parte subito con una caterva di occasioni per i nostri tanto da farci sperare che il campionato sarà di alto livello, ma lo sarà solo la partita in questione. Giovanni Riccardo, Silvio Della Giovanna e Mirko Gasparetto (proprio così, proprio il Gasparetto “ammirato” la passata stagione) si trovano quasi sempre davanti alla porta alabardata: la prima rete è un tiro a porta sguarnita di <strong>Gasparetto</strong> su un azione tambureggiante di Della Giovanna, il raddoppio, sempre suo, è un gol alla Eto’o di sinistro di esterno sul primo palo che manda in visibilio lo stadio. Il Padova non si ferma più e va vicino al gol addirittura su punizione del povero Cartini (suicidatosi pochi anni dopo ad Eraclea, per lui stagione e carriera sfortunatissima). Beruatto è indiavolato in panchina e ci pensa <strong>Silvio Della Giovanna</strong> a calmarlo, progressione incredibile del bomber che lascia inerme la difesa avversaria e gol alla Cassano (ricorda molto il primo gol in serie A del talento di Bari veccha). E’ un primo tempo spumeggiante che stordisce e forse illude tutta la piazza. La ripresa è quasi ordinaria amministrazione, segnano <strong>Ferrigno</strong> su rigore, la Triestina con orgoglio recupera due reti con una punizione magistrale di <strong>Criniti</strong>, che colpirà anche una traversa, e un gol di <strong>Furlanetto</strong> facendo addirittura mettere in apprensione gli euforici supporter scudati. Con un errore clamoroso di Spagnolli, la partita finisce con una vittoria indimenticabile di questo derby e nei miei occhi l’immagine di anziani signori festanti indiavolati contro i supporters triestini, vaneggiando su vecchi episodi accaduti all’Appiani; magici. Come detto, la stagione sarà un disastro assoluto, i miracoli e le soddisfazioni vanno tutte ai cugini granata del Cittadella che arrivano alla prima storica promozione in Serie B, qui invece solo polvere  e batoste, a consolarci solo il fatto che peggio di così non poteva andare. Col senno di poi, concedetemelo, aver vissuto partite come Tempio Pausania e Sora ti dà quella sensazione di inespugnabilità della propria fede difficilmente comprensibili e spiegabili. In bocca al lupo per sabato ragazzi e <strong>FORZA PADOVA</strong>!</p>
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Grazie all’aiuto di <strong><a href="http://www.youtube.com/user/STENEPAMCHANNEL">STENEPAMCHANNEL</a></strong> è possibile rivivere quei ricordi così gelosamente nascosti nella memoria. Questo spazio nasce proprio con l’intenzione di rispolverare un po di sano orgoglio biancoscudato, senza pretese.<br />
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28/11/99 ||| Padova-Triestina 4-2 </br><br />
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<strong>Rosa Padova 1999/2000</strong>: Bacchin, Clemente, Colombo; Cartini, Di Fiordo, Galletti, Mercuri, Pistore, Ramondo, Rosa, Sartore, Serao, Thomassen; Bonavina, Chiarotto, Coppola, De Zerbi, Ferrigno, Ferro, Fig, Pavanel, Rinaldini, Russo, Sanna, Ticli, Trotta; Della Giovanna, Fantin, Fiorio, Gasparetto, Riccardo, Spagnolli, Tacchi.   Allenatore: Paolo Beruatto.<br />
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<strong>Rosa Triestina 1999/2000</strong>: Pelizzoli, Ramon; Bacis, Beltrame, Di Dio, Furlanetto, Manni, Pasqualin, Roma, Scotti, Turi, Vecchiato; Canella, Carli, Carmine Coppola, Criniti, Modesti, Pasa, Princivalli, Teodorani, Zamuner; Gallicchio, Gubellini, Micciola, Provitali.   Allenatore: Maurizio Costantini.<br />
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<em>Dante Piotto</em></p>
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		<title>Reggina-Padova 1-1: rigore dubbio recuperato dal solito Vantaggiato</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 21:48:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>REGGINA-PADOVA  1-1</strong></p>
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Calori non si nasconde e a sorpresa schiera una formazione a tre punte, con De Paula al posto di Cuffa a fianco di Vantaggiato e Ardemagni; la difesa è altissima e i padroni di casa spesso finiscono in offside.  I biancoscudati scendono in campo rabbiosi e frizzanti, il trio d’attacco non lascia pensare la Reggina e guadagna metri ogni minuto. Vantaggiato è frizzante e trascina con se i due compagni di reparto la cui intesa cresce partita dopo partita, la Reggina invece non riesce ad arrivare alla conclusione in modo deciso, se non con Colombo a finale di frazione. Ai punti, i biancoscudati meritano di più nella prima frazione con varie occasioni di Vantaggiato e un clamoroso colpo di testa di Ardemagni. Ottima la prova dietro di Crespo, dal suo lato non si passa.<span id="more-1332"></span><br />
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La cronaca: al 4’ Gallozzi intercetta un ottimo pallone della Reggina e prova la botta da fuori, di poco a lato. La Reggina si affida a pretenziosi tiri dalla distanza, sempre troppo alti e imprecisi. Al 14’ occasione per Vantaggiato da fuori che viene parato da Puggioni in angolo. Al 19’ sempre Vantaggiato silura su punizione Puggioni, da corner tenta un suo ormai classico tiro in porta dalla bandierina, ma con scarsi risultati. Tra il 20’ e il 22’ ottima intesa Ardemagni-Vantaggiato, e poco dopo Vantaggiato mette in scena un incredibile tunnel e sfugge al marcatore diretto Cosenza, la palla per De Paula è un po’ troppo lunga. Al 37’ sinistro importante di Colombo di poco alto sulla traversa. Al 40’ miracolo di Puggioni che vola a parare un colpo di testa di Ardemagni, l’urlo gli resta in gola.<br />
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Nella ripresa il Padova torna in campo e aggredisce subito con due conclusioni sempre di Ardemagni e Vantaggiato, entrambe alte. All’8 è Zizzari a dimostrarsi pericolosissimo con un tiro a giro che sfiora il palo alla destra di Cano. Cambi: al 12’ entra Rizzato al posto di Barillà, al 14’ è De Paula (il meno lucido del trio bianco scudato di punte) a lasciare il posto a El Shaarawy, mentre al 18’ Campagnacci rileva N. Viola. La partita diventa noiosa e prevedibile, gli unici sussulti sono di Campagnacci che spizzica sul fondo al 25&#8242;, e una sua punizione deviata in gol da Acerbi in evidente fuorigioco al 30’; rete annullata e nulla da fare. La Reggina prende coraggio, il Padova svanisce pian piano. Al 31’ l’episodio che decide la gara: Bonazzoli si lascia cadere in area, l’arbitro con un ritardo sospetto decreta il calcio di rigore e l’ammonizione per Legati. Il replay chiarisce che il rigore non c’era, ma tant’è, <strong>Bonazzoli</strong> realizza il vantaggio immeritato dei padroni di casa. La partita si riscalda, Ardemagni viene preso a mani in faccia da Cosenza, ammonizione per il biancoscudato. Il Padova non ha più lucidità e non è mai pericoloso dalle parti di Puggioni. Escono Bovo, Gallozzi e De Rose per Cuffa, Di Nardo e Castiglia. I biancoscudati tentano di riacciuffare la gara con 3 punte e un trequartista, ma sono confusionari e poco precisi. Per assurdo, proprio da un azione confusa e convulsa partita dai piedi di El Shaarawy, la palla arriva nei piedi di <strong>Vantaggiato</strong> che da fuori di sinistro tira a difesa schierata, una deviazione consente al Torello di realizzare la sua quarta rete consecutiva. Giustizia è fatta e pareggio un po stretto, ma tutto sommato giusto.<br />
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La Reggina ha fatto veramente poco per guadagnare un punto davanti ai suoi sostenitori, il Padova invece ha creato e dominato la prima frazione, senza mai però trovare la concretezza che a certi livelli serve come l&#8217;aria. Il rigore decretato a Bonazzoli era un piccolo scandalo, rimediato dal gol un po fortunoso di Vantaggiato, la gara finisce così con un pareggio che sembra più una vittoria per gli ospiti che per i calabresi. In termini di classifica poco cambia per entrambi, rimanendo appaiate a 35 punti con Torino e Livorno. La Reggina deve ritrovare la lucidità e il gioco smarrito nelle ultime gare e che pure oggi non si è visto, il Padova rimanda ancora l&#8217;appuntamento con i 3 punti esterni, ormai un tabù stagionale. Quel che rimane di oggi in positivo è il carattere di questa squadra che riaccuffa dopo Livorno l&#8217;ennesima partita che si era messa male con il suo nuovo uomo simbolo, Daniele Vantaggiato.</p>
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<p><strong>REGGINA-PADOVA    1-1</strong><br />
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REGGINA: Puggioni, Cosenza, Burzigotti, Acerbi, Colombo, De Rose (39&#8242;st Castiglia), Rizzo (13&#8242;st Rizzato), Viola N. (19&#8242;st Campagnacci), Barillà, Bonazzoli, Zizzari,<br />
A disp: Kovacsik, Di Lorenzo, Viola.<br />
All.: Atzori.<br />
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PADOVA: Cano, Crespo, Legati, Cesar, Renzetti; Bovo (37&#8242;st Cuffa), Jidayi, Gallozzi (43&#8242;st Di Nardo); Vantaggiato, Ardemagni, De Paula (15&#8242;st El Shaarawy)<br />
A disp: Agliardi, Trevisan, Hochstrasser, Ronaldo.<br />
All.: Calori<br />
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Arbitro: Riccardo Tozzi di Ostia LIdo<br />
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Ammonito: Legati, De Rose, Ardemagni<br />
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Reti: 33&#8242;st Bonazzoli (R), 48&#8242;st Vantaggiato<br />
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NOTE. 3963 spettatori, incasso di 27.977 euro<br />
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<em>Dante Piotto</em></p>
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