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	<title>CalcioPadova1910.com &#187; Tuttosport</title>
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	<description>Il Blog Ufficiale del Calcio Padova 1910</description>
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		<title>Calcioscommesse: il Bari partirà con un punto di penalità, pioggia di squalifiche per i giocatori coinvolti</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jul 2013 19:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre all&#8217;attuale portiere del Torino, Jean Francois Gillet, la Commissione disciplinare della Figc ha squalificato altri 19 tesserati tra cui il capitano del Bari, Francesco Caputo per 3 anni e 6 mesi. Prosciolti invece William Pianu e Nicola Strambelli. Le altre squalifiche comminate dai giudici di primo grado nel filone Bari bis del processo sportivo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre all&#8217;attuale portiere del Torino, Jean Francois <strong>Gillet</strong>, la Commissione disciplinare della Figc ha squalificato altri 19 tesserati tra cui il capitano del Bari, Francesco <strong>Caputo</strong> per 3 anni e 6 mesi. Prosciolti invece William Pianu e Nicola Strambelli.</p>
<p>Le altre squalifiche comminate dai giudici di primo grado nel filone Bari bis del processo sportivo al Calcioscommesse riguardano: Massimo <strong>Ganci</strong> (4 anni), Gianluca <strong>Galasso</strong> (3 anni e 7 mesi), Raffaele <strong>Bianco</strong> (3 anni e 6 mesi), Simone <strong>Bonomi</strong> (3 anni e 6 mesi), Daniele <strong>De Vezze</strong> (3 anni e 6 mesi), Luca <strong>Fusco</strong> (3 anni e 6 mesi), Stefano <strong>Guberti</strong> (3 anni e 6 mesi), Vitali <strong>Kutuzov</strong> (3 anni e 6 mesi), Alessandro <strong>Parisi</strong> (3 anni e 6 mesi), Ivan <strong>Rajcic</strong> (3 anni e 6 mesi), Vincenzo <strong>Santoruvo</strong> (3 anni e 6 mesi). Sono stati squalificati per 6 mesi Nicola <strong>Belmonte</strong>, Massimo <strong>Bonanni</strong>, Corrado <strong>Colombo</strong>, Mariano Martin <strong>Donda</strong>, Santiago <strong>Ladino</strong> e Vitangelo <strong>Spadavecchia</strong>, mentre a Cosimo <strong>D&#8217;Angelo</strong> è stata inflitta un&#8217;inibizione di 4 anni. Nel corso del processo, che si è svolto il 4 e 5 luglio, la Commissione aveva stralciato la posizione di Mark Edusei accettando 10 istanze di patteggiamento: quella del <strong>Bari, che per questa vicenda verrà penalizzato di un punto</strong> nel campionato 2013-&#8217;14; quelle dei tesserati Cristian <strong>Stellini</strong> (6 mesi in continuazione della squalifica dello scorso anno), Nicola <strong>Santoni</strong> (9 mesi in continuazione); Alessandro <strong>Gazzi</strong> (3 mesi e 10 giorni, oltre a 40mila euro di ammenda); Simone <strong>Cavalli</strong> (4 mesi); Marco <strong>Esposito</strong> (20 mesi); Andrea <strong>Masiello</strong> (3 mesi e 15 giorni più 20mila euro che si aggiungono alla squalifica rimediata nel procedimento dell&#8217;estate scorsa e pari a 2 anni e 2 mesi e all&#8217;ammenda di 30mila euro); Paulo Vitor de Souza <strong>Barreto</strong> e Giovanni <strong>Marchese</strong> (3 mesi e 10 giorni oltre l&#8217;ammenda di 10mila euro); Davide <strong>Lanzafame</strong> (16 mesi e 40mila euro di ammenda).<span id="more-19233"></span></p>
<p>Fonte | Tuttosport</p>
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		<title>Camolese ordina: Blindare la difesa, la Pro Vercelli passa al 4-4-2</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 10:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Primo non prenderle, ma non perché Giancarlo Camolese, da lunedi nuovo allenatore della Pro Vercelli sia difensivista. Casomai, il tecnico torinese è convinto che le buone squadre si costruiscano dalle fondamenta. Le bianche casacche, da questo punto di vista, hanno patito e non poco il salto di categoria. Quella che l’anno scorso era una delle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Primo non prenderle, ma non perché Giancarlo Camolese, da lunedi nuovo allenatore della Pro Vercelli sia difensivista. Casomai, il tecnico torinese è convinto che le buone squadre si costruiscano dalle fondamenta. Le bianche casacche, da questo punto di vista, hanno patito e non poco il salto di categoria. Quella che l’anno scorso era una delle migliori difese di tutta la Lega Pro e addirittura subì solo 4 gol nelle 17 partite casalinghe, quest’anno ne ha già incassate 16 in 9 gare. E’ evidente dunque che qualcosa non funziona, non tanto o meglio non solo nel pacchetto arretrato della squadra, ma più in generale nella cosiddetta fase di non possesso. Sistemare la difesa, dunque, sarà la priorità per l’immediato, in modo da garantire solidità e concretezza che, poi, sono la base per ottenere quei risultati che portano punti alla classifica e autostima al gruppo.<span id="more-17472"></span><br />
Nel frattempo bisogna miscelare vecchi e nuovi, chi la Serie B se ll’è conquistata e chi è arrivato per dare una mano per la salvezza. Della vecchia guardia sono rimasti in tanti: Valentini, protagonista di un avvio di campionato brillante, a giocatori esperti come Ranellucci, Calvi, Rosso, Espinal e Marconi. Probabilmente bisogna ancora trovare la ricetta giusta per completare l’inserimento dei nuovi arrivi, di cui il bomber Tiribocchi è l’uomo copertina, ma che ha nei vari Scaglia, Caridi e Scavone pedine certamente affidabili per la categoria. Poi ci sono i giovani: Masi, che ha scelto id tornare a Vercelli ma certo non si immaginava un avvio di stagione così complicato, i vari Iemmello, Germano, De Silvestro e Di Piazza, tanto per fare qualche nome, che vorrbebbero spazio per mettere in vettrina le proprie qualità, e qualcuno che invece la vetrina, almeno un po’, l’ha gia trovata come il brasiliano della Juve; Gabriel Appelt Pires. Poi ci sono quelli (come Sini, Innocenti o Carraro) che finora non hanno ancora avuto minuti a disposizione, ma sono giovani di qualita che potrebbero senz’altro tornare utili.<br />
La Pro di Camolese potrebbe essere simile a quel Torino della stagione 2001-02 che arrivò a guadagnarsi l’Intertoto, con un robusto centrocampo a quattro in cui gli esterni, ad esempio Germano e Caridi, sappiamo garantire gol e supporto all’attacco. Di certo ci vorrà un po di tempo prima che si veda la mano del nuovo mister, ma Camolese ha subito dato la sensazione di voler forzare le tappe per inserirsi nel nouvo ambiente. Gia lunedi, infatti, la squadra è partita per una due giorni a Cantalupa, in Val Pellice. Il nuovo tecnico si è confermato attento e meticoloso nel lavoro, ha parlato singolarmente con i giocatori nella giornata di ieri ha svolto una doppia seduta in cui, tra l’altro, si è data grande attenzione alle situazioni di gioco su palle inattive. Nella tarda serata, la squadra ha fatto rientro a Vercelli. Oggi, intorno all’ora di pranzo, è prevista la prima conferenza stampa a Vercelli di mister Camolese. Poi, di nuovo tutti in campo, al Piola di fronte un Padova lanciatissimo, ma con uno stadio gremito dal pubblico vercellese.<br />
La Pro Vercelli: Valentini in porta, difesa da destra verso sinistra Scaglia, Masi (che sarà però squalificato), Ranellucci, Bencivenga, a centrocampo Caridi e Germano esterni, Appelt Pires e Casoli, davanti Iemmello e Tiribocchi.</p>
<p>Fonte | TuttoSport</p>
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		<title>Cairo a Tuttosport:&#8221;Bisogna fare luce, vogliamo chiarezza e giustizia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 10:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Cairo]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bonetto]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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		<description><![CDATA[Presidente Cairo, è il caso di far luce. «È la parola giusta. Luce». Cosa chiederete con il ricorso? In ballo c’è la vittoria a tavolino. «Intanto il ricorso lo abbiamo preannunciato con una riserva scritta consegnata all’arbitro. Ora ci consulteremo anche con i nostri avvocati e poi, nei tempi giusti…». …E in assenza di altri [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Presidente Cairo, è il caso di far luce.<br />
«È la parola giusta. Luce».</p>
<p>Cosa chiederete con il ricorso? In ballo c’è la vittoria a tavolino.<br />
«Intanto il ricorso lo abbiamo preannunciato con una riserva scritta consegnata all’arbitro. Ora ci consulteremo anche con i nostri avvocati e poi, nei tempi giusti…».</p>
<p>…E in assenza di altri colpi di scena…<br />
«…E poi, in assenza di sorprese, lo presenteremo, sì, come da intenzioni. D’altra parte se l’abbiamo preannunciato vorrà dir qualcosa, no? Ma ora lasciateci valutare tutto perbene. Con calma. E dopo tutti gli opportuni consulti legali, come dicevo prima. Nel frattempo mi sembra che i fatti siano già oggettivi, indiscutibili. Chiediamo una cosa sola, a questo punto: chiarezza e giustizia. Anzi, è vero, usiamo quell’altro termine: luce. Luce e giustizia».<span id="more-9044"></span></p>
<p>Ci sarà chi vi accuserà di speculare: stavate perdendo, al momento della sospensione.<br />
«Non ha senso ragionare così. Punto primo: i fatti. E i fatti dicono che le partite si possono vincere, pareggiare o perdere, ma si devono poter giocare in modo regolare dall’inizio alla fine. Questo non è successo. Non è regolare giocare a intermittenza, con la luce che va e viene. E che poi si spegne definitivamente. Poi, ma lo dico solo come battuta, a un certo punto sembrava pure che i riflettori ce l’avessero in particolare con noi: ricordo un’azione, Verdi stava per entrare in area e zac, tutti al buio. Per non parlare del gol che abbiamo preso, in una situazione di semioscurità. Ma vi sembra normale? Ma vi sembra possibile? No che non è possibile! Ma soprattutto: non è regolare».</p>
<p>In un primo tempo sembrava che le due squadre tornassero in campo a distanza di 24 ore, invece alla fine è arrivato il rinvio a data da destinarsi.<br />
«La decisione è della Lega e l’ha presa dopo aver ascoltato le parti. E la decisione migliore è stata proprio questa, visto che il caso è molto particolare. E dato che il regolamento prevede 15 giorni per concludere una parita sospesa. Anch’io ho parlato col presidente Abodi, rappresentandogli le nostre posizioni. Massimo rispetto per la Lega e chi la dirige, va subito detto. E ovviamente per la giustizia sportiva: ma come sempre, ovviamente. Qui non si tratta di speculare, di strumentalizzare qualcosa».</p>
<p>Anche se può arrivare una vittoria a tavolino?<br />
«Non sta a me dire cosa possa o non possa arrivare. Nel caso spetterà a chi di dovere. Io sono qui per sottolineare che le partite di calcio devono poter essere disputate dall’inizio alla fine in modo regolare. E la ripresa… quel che si è potuto vedere… non è stata disputata in modo regolare. E la responsabilità non è certo del Torino, per cui… Parliamoci chiaro: ci sono delle regole che tutti devono rispettare proprio perché valgono per tutti. Nessuno qui vuole fare il furbo. Ribadisco: chiediamo solo giustizia. Il che significa veder rispettate quelle regole uguali per tutti. Mi dispiace per il Padova, oltretutto sono anche in buoni rapporti con i suoi vertici. Ma la questione non è legata a fatti personali o altro. Sono in discussione dei fatti oggettivi. Punto e basta. Non vogliamo approfittare di alcunché. L’ho detto: chiediamo solo chiarezza e giustizia, visto che noi non siamo stati messi in condizione di disputare una partita in modo regolare. A parti invertite non cambierebbe nulla: proprio perché le regole ci sono, sono uguali per tutti e vanno rispettate. Guardate che io sono molto dispiaciuto per quello che è successo. Mi ero recato allo stadio con l’idea di vedere una bella partita dall’inizio alla fine, invece… Il buio. Che peccato».<br />
Fonte | Marco Bonetto per Tuttosport</p>
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		<title>Ventura a Tuttosport: “Siamo dentro al casinò. E allora ce la giochiamo…”</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 11:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bonetteo]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Tuttosport]]></category>
		<category><![CDATA[Ventura]]></category>

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		<description><![CDATA[Buon giorno, Ventura. Vi aspettano al varco: a Padova la considerano la partita più importante dell’anno. «Lo so. Non hanno problemi di formazione, psicologicamente hanno ribaltato la situazione con la vittoria in trasferta sul Sassuolo, sono nel loro momento migliore, hanno rivisto la luce della promozione diretta. Non mollano mai. Ho grande rispetto di loro. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Buon giorno, Ventura. Vi aspettano al varco: a Padova la considerano la partita più importante dell’anno. </em></p>
<p>«Lo so. Non hanno problemi di formazione, psicologicamente hanno ribaltato la situazione con la vittoria in trasferta sul Sassuolo, sono nel loro momento migliore, hanno rivisto la luce della promozione diretta. Non mollano mai. Ho grande rispetto di loro. Dal Canto adesso pare che abbia anche trovato il modulo migliore».</p>
<p><em>Mentre voi siete decimati. </em></p>
<p>«Noi non abbiamo giocatori importanti, è vero, ma giocano altri che vogliono far vedere quanto sono importanti pure loro. E per me lo sono. Arriviamo a Padova con l’ambulanza. Però dalle ambulanze scende spesso gente rigenerata. Nessuno ci impedisce di puntare ugualmente alla vittoria. Tanto è vero che non abbiamo pensato nemmeno per un minuto in questa settimana che a Padova abbiamo a disposizione due risultati su tre. La mentalità vincente non cambia mai, è una nostra forza. I perdenti cadono non appena hanno qualche problema di formazione. Invece in questi casi le grandi squadre si sentono ancora più forti, perché hanno giocatori che vogliono dimostrarsi tutti determinanti. Ed è questo lo spirito che ti fa compiere le imprese più affascinanti. Dalle nostre parti aleggia da sempre. Sono contento di questo».<span id="more-8962"></span></p>
<p><em>E’ una forma mentis rara, da massimi livelli. </em></p>
<p>«Noi conviviamo con le assenze da sempre e siamo lo stesso in cima da mesi. Altri invece hanno cominciato a perdere non appena hanno dovuto fare a meno di uno o due giocatori. Per dire: che succederebbe al Pescara se non avesse Immobile? Non lo so. Infatti elogio tutti i miei giocatori non tanto perché vincono, quanto per i progressi globali, anche nel modo di ragionare. Noi ogni giorno lavoriamo al 50% per fare risultato e per l’altro 50 per raggiungere l’obiettivo creando basi solide, uno zoccolo duro per il futuro. Il che significa una mentalità inattaccabile. E conoscenze ampie. In piccolo è ciò mi si chiedeva fin dall’inizio, cioè di ricreare lo spirito del Filadelfia, anche se non possiamo allenarci lì. Chi si allenava al Fila doveva subito adeguarsi a un insieme di regole non scritte, ma che si toccavano con mano ogni momento: mai tirare indietro la gamba, dignità, orgoglio, lottare sputando sangue, vietato mollare e via dicendo. Noi lavoriamo su due fronti, sul presente e sul futuro. E quindi stiamo imparando lo spirito del Filadelfia».</p>
<p><em>E’ ispirato: è per la grande partita che vi attende? </em></p>
<p>«Ormai mi sento granata dalla testa ai piedi. La maggioranza dei tifosi ha paura che questo sia solo un sogno e vive ancora nell’ansia. Noi vogliamo semplicemente continuare così. E a Padova, assenze o non assenze, dobbiamo giocare lo stesso da Toro, con umiltà ma pure consapevolezza della nostra forza. Lo ripeto da tempo: se vogliamo, possiamo. Far bene rappresenterebbe un nuovo segnale forte sulla strada che ci farà diventare i protagonisti assoluti. Questi giocatori li elogio anche per la voglia che hanno di trasmettere emozioni ai tifosi. Stanno stappando la bottiglia. Vedo il tappo che sale pian piano. Significa che sotto c’è qualcosa che frigge, che bolle. Quando il tappo salterà, ci ubriacheremo di entusiasmo e felicità. Tutti assieme».</p>
<p><em>E’ fin ditirambico. E lo diciamo seriamente.</em> </p>
<p>«Almeno 7 squadre vogliono la A, oltre a noi. Ma per me il vero antagonista è il Toro stesso, se può rischiare di sedersi, rilassarsi, diventare presuntuoso o molle. Roba da ricovero alla neuro. Se accadesse, perderemmo non solo delle partite, ma anche il campionato. Questo è il vero avversario da combattere, anche se io… beninteso… rispetto tutte le altre squadre. Prima del Livorno dissi: se vinciamo, riusciamo a entrare nel casinò. Ora siamo dentro. E allora ce la giochiamo. Il calcio è una roulette. Vediamo che succede. Dove cascherà la pallina, su quale numero».</p>
<p><em>Dal Canto ha detto: «Se vinciamo, riapriamo il campionato». </em></p>
<p>«Ha ragione, anche se in realtà il campionato è già aperto, è ancora aperto. Così come sono d’accordo con lui che se invece andrà bene al Toro… prima col Padova e poi col Pescara… effettivamente si potrà dire che il campionato è iniziato in modo pesante a nostro favore. E’ fuori di dubbio che si darebbe una prima grande svolta».</p>
<p><em>Con fuga annessa. Intanto ora ritrova Bianchi. E lancia anche De Feudis. </em></p>
<p>«Bianchi è lì per segnare, ma in verità mi interessa più ancora ritrovare il giocatore che avevo prima della squalifica. Quello che lottava su ogni palla, un punto di riferimento per tutti. Il gol diventa un effetto naturale. Sono contento che Rolando sia tornato, anche se nessun giocatore da solo ti fa vincere: solo come squadra possiamo vincere. Quanto a De Feudis: sono felice che sia arrivata un’occasione importante anche per lui, è un bravissimo ragazzo e un buon giocatore. Non deve dimostrare nulla, ma raccogliere il frutto del suo lavoro e dei suoi sacrifici. Ho assoluta fiducia in lui. Ed è così tanta la sua voglia di giocare che è da mercoledì che De Feudis gira attorno allo stadio di Padova chiedendo di entrare…».</p>
<p><em>Foschi sostiene che il Toro abbia messo un piede in A il giorno in cui lei è arrivato. </em></p>
<p>«Rino lo conosco bene, siamo andati vicini più volte a lavorare assieme, ma poi è sempre successo qualcosa. Lui vorrebbe ancora lavorare con me, un giorno. E anch’io lavorerei volentieri con lui, chissà quando e chissà dove. Oltre che essere capace, ha il dono della simpatia. Una dote rara».<br />
Fonte | Marco Bonetto per Tuttosport</p>
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		<title>Situazioni da decifrare per Legati e Crespo, Ardemagni sembra pronto per l&#8217;Atalanta</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 10:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle priorità di Rino Foschi in questo momento è quella di confermare i giocatori che si sono messi maggiormente in luce nella stagione appena conclusa: Legati e Crespo su tutti. Sul primo il ds ha tutta l&#8217;intenzione di investire: verrà acquistata anche l&#8217;altra metà dal Milan. Il difensore nato a Fidenza è un &#8217;86, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle priorità di Rino Foschi in questo momento è quella di confermare i giocatori che si sono messi maggiormente in luce nella stagione appena conclusa: Legati e Crespo su tutti. Sul primo il ds ha tutta l&#8217;intenzione di investire: verrà acquistata anche l&#8217;altra metà dal Milan. Il difensore nato a Fidenza è un &#8217;86, dunque si tratterebbe di un ottimo affare. Anche se potrebbe essere lontano da Padova il futuro di <strong>Elia Legati</strong>. Il giocatore infatti si sente pronto per il grande salto, almeno stando alle dichiarazioni rilasciate dal centrale difensivo a “TuttoSport”: “<em>Ho 25 anni, non 18. Ho fatto la mia gavetta e credo di potermi giocare le mie carte in serie A. Ho disputato un buon campionato con il Padova, peccato per aver perso la finale con il Novara. Un altro anno per crescere e tornare poi alla base? La speranza è quella, sarebbe bello ritrovarsi con Astori in rossonero nel 2012</em>″. A lasciare uno spiraglio aperto ci pensa il suo procuratore Tiberio Cavalleri, contattato dalla redazione di PadovaGoal: “<em>Bisogna prima capire come verrà risolta la comproprietà col Milan, e poi vedremo. Elia ha comunque richieste da diversi club di serie A</em>”. In pole position ci sarebbero Parma e Siena, ma anche il Torino ha effettuato un sondaggio.<span id="more-4694"></span><br />
Intricata anche la situazione per <strong>Josè Angel Crespo</strong>. Il terzino spagnolo va in scadenza a giugno 2012 e se non si dovesse trovare un accordo per il prolungamento del contratto il Padova rischierebbe di perderlo a parametro zero la prossima stagione. E&#8217; già arrivata la proposta di rinnovo a cifre ben superiori rispetto all&#8217;ultimo contratto: il giocatore, assistito in Italia dall&#8217;ex portiere del Verona Graziano Battistini, darà una risposta una volta tornato dalle vacanze. L&#8217;alternativa sarebbe quella di cederlo al migliore offerente, e le pretendenti non mancano. Due club in Grecia e almeno tre in Italia: Sampdoria, Cesena e Genoa.<br />
</br><br />
Approdato un anno fa dal Cittadella all&#8217;Atalanta, nonostante il corteggiamento di molti club della massima serie, per <strong>Matteo Ardemagni</strong> (24 anni) pare essere finalmente giunto il momento dell&#8217;esordio in Serie A, essendo in procinto di rientrare al club orobico dopo il periodo trascorso al Padova. Per parlare della situazione dell&#8217;attaccante di scuola Milan, TMW ha contattato il suo agente Stefano Lombardi:<br />
Dopo una buona seconda parte di stagione disputata con la maglia del Padova, quali sono le prospettive per Matteo, ora che pare avere la chance per il &#8220;grande salto&#8221;?<br />
&#8220;<em>Matteo vuole l&#8217;Atalanta, società che crede molto in lui..</em>&#8220;.<br />
Ci sono state delle richieste per il suo assistito?<br />
&#8220;<em>Diciamo piuttosto degli interessamenti, ma a ancora è presto; in ogni caso il presidente ed il direttore sportivo puntano su di lui. E la cosa non mi sorprende visto che parliamo di un giovane attaccante di grande forza fisica che lotta per tutti i novanta minuti, e che ogni tecnico vorrebbe</em>&#8220;.<br />
Quindi è pronto per la massima serie?<br />
&#8220;<em>A mio parere in Serie A Matteo può fare molto bene, anzi, sono sicuro che in breve tempo possa arrivare in una &#8216;big&#8217;, ha solo bisogno di fiducia</em>&#8220;.<br />
</br><br />
Fonte | <a href="http://www.padovagoal.it/"target="new">PadovaGoal.it</a> | <a href="http://www.padovasport.tv/""target="new">PadovaSport.tv</a> | <a href="http://www.tuttomercatoweb.com/"target="new">tuttomercatoweb.com</a> | Tuttosport</p>
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		<title>Cairo mette in palio 1 milione di premio, 13 mila biglietti venduti. Bonus raggiunto da Ogbonna</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 09:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>TORINO<br />
Per la gloria, per la carriera, per l’orgoglio e ovviamente anche per i soldi. Il Toro che lotta per tornare in serie A ha mille stimoli per centrare l’obiettivo, ma per non lasciare nulla al caso <strong>Urbano Cairo</strong> ha deciso di fissare dei premi motivazionali. Un’abitudine non nuova, considerando che da quando è presidente ha sempre promesso di ripagare i giocatori con un regalo speciale in caso di target centrato, ma in questa stagione altalenante sono due gli obiettivi fissati. Il primo è quello minimo, ovvero il raggiungimento della zona playoff, il secondo invece ripaga l’ambizione massima: ovvero la promozione agli spareggi di giugno.<span id="more-3752"></span><br />
Due premi distinti e stabiliti già qualche settimana fa che ora tornano di attualità con l’ultimo impegno in campionato della squadra granata: domenica pomeriggio all’Olimpico, Bianchi e compagni non si giocano solo la sopravvivenza sportiva contro il Padova, ma una bella fetta di guadagni extra. Secondo le voci di spogliatoio, Cairo avrebbe fissato in 100 mila euro il premio per la conquista dei playoff e in oltre un milione di euro il bottino da spartire per il raggiungimento della serie A. Questo al netto degli accordi personali, dei bonus già esistenti (tipo i 100mila euro che Bianchi può conquistare se segnerà il suo 20° gol in serie B) e dei premi stabiliti alla firma dei contratti in caso di promozione (come per gli allenatori).<br />
Considerando i bilanci in rosso che Cairo ha dovuto ripianare per le due stagioni consecutive di serie B, i premi fissati sono uno sforzo economico in più per dare tutta la carica possibile al Toro e smontare potenziali alibi dello spogliatoio. Ora tocca ai giocatori, che possono conquistarsi un regalo da oltre 40 mila euro a testa in caso di promozione, raggiungere i traguardi fissati dal presidente. In 90 minuti si giocano tanto, forse tutto: battendo il Padova possono tornare a sperare nella promozione e possono anche ritrovare l’alleanza col pubblico per gli spareggi. Ma soprattutto possono scrivere un finale diverso per una stagione che ha regalato poche gioie.<br />
«Il passato è passato – ha esortato Cairo, martedì pomeriggio alla Sisport, parlando alla squadra – ora abbiamo la possibilità di riscattarci tutti quanti. Siete uomini maturi e professionisti veri: fate uno scatto finale per cancellare i rancori e riprendetevi quello che si è perso in questa annata. Ora siate più uniti che mai e sentitevi orgogliosi di questa squadra». Parole che hanno scaldato il Toro e regalato una motivazione in più: a partire dallo spareggio degli spareggi e poi per la lotteria playoff, dove i granata potrebbero affrontare il Novara in caso di vittoria sul Padova.<br />
Il richiamo presidenziale all’unità pungola un gruppo che ha registrato delle incomprensioni in questa lunga annata, sia tra tecnico e giocatori sia tra gli stessi calciatori, ma che adesso ha trovato una forte comunione d’intenti. «Non possiamo fare calcoli – dice una voce autorevole della squadra -. Oggi inizia un percorso diverso. Gli errori sono vietati, non conta chi gioca e chi va in tribuna: se arriviamo in fondo, abbiamo vinto tutti».<br />
</br><br />
Nel giorno del suo compleanno (è nato il 23 Maggio 1988 a Cassino), inoltre, il presidente ha già premiato <strong>Angelo Obinze Ogbonna</strong>: il vice capitano granata sta dispu­tando un campionato d’alto livello, mostrando una conti­nuità di rendimento e una maturità finalmente convin­cente; l&#8217;accordo prevederebbe un bonus di 50 mila euro al raggiungimento della 33esima presenza. Lo stakanovista granata ha già staccato il trentaquattresimo tagliando e a fine stagione la palla passerà nuovamente ai dirigenti del Torino per parlare di addio o di rinnovo e adeguamento.<br />
</br><br />
Corsa forsennata al tagliando per la prevendita di Torino-Padova: <strong>finora sono 13.000 i biglietti venduti sui 19.000 disponibili e dopo la curva Maratona ieri si è esaurito il secondo anello distinti. L’Olimpico viaggia verso il tutto esaurito </strong>per domenica.<br />
</br><br />
Fonte | Gianluca Oddenino per <a href="http://www.lastampa.it/" target="new">LaStampa</a> | <a href="http://www.padovagoal.it/"target="new">PadovaGoal.it</a> |<a href="http://www.tuttosport.com/" target="new"> Tuttosport</a></p>
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