Padova-Virtus Entella, il ritorno di Cesar: “Sarò emozionato, spero i tifosi biancoscudati mi abbiano perdonato”

Questa sera scatta la Coppa Italia, Padova-Virtus Entella, la prima ufficiale del Padova 2013-2014 con Dario Marcolin in panchina. Con la maglia del club ligure torna per la prima volta da avversario all’Euganeo Cesar, che non ha mai dimenticato gli anni vissuti a Padova in maglia biancoscudata

“Amo ancora la maglia biancoscudata” “E’ un’emozione fortissima tornare all’Euganeo – ammette il difensore brasiliano, a segno alla prima di Coppa Italia con la maglia dell’Entella contro il Gualdo – ho amato la maglia biancoscudata e la amo ancora. Ho vissuto anni meravigliosi a Padova, indimenticabile quello che mi hanno tributato i tifosi nel giorno della festa in piazza dopo la finale persa col Novara. Avevo commesso quell’errore che purtroppo indirizzò la partita in una certa maniera e Dio solo sa quanto mi sono disperato per quel maledetto episodio di Novara. Spesso e volentieri nel calcio un errore può far dimenticare tutto quello che di buono è stato fatto in un’intera stagione e l’applauso di tutti i tifosi la sera della festa in piazza per me vale mille volte più di tante partite ben giocate. La gente ha capito che, al di là di quell’episodio, nel corso di quella stagione avevo giocato spesso bene. Dirò di più, è stata una delle mie migliori stagioni da professionista, mi porterò sempre dentro nel cuore Padova, la maglia biancoscudata e quei meravigliosi tifosi che tanto sostengono la squadra. E’ stata dura andarsene, ma alla fine la vita continua e ho accettato la situazione”.

“Grazie ai tifosi, a Cestaro, a Sottovia e a De Franceschi”:  ”Ho vissuto anni straordinari a Padova. Devo ringraziare tantissimo il presidente Cestaro, che so aver lasciato poche settimane fa, Gianluca Sottovia e Ivone De Franceschi, tutte persone eccezionali. Ivone mi ha portato a Padova, eravamo compagni di squadra al Chievo e sicuramente è stata una scelta azzeccata. Abbiamo fatto subito una promozione, abbiamo vissuto tante pagine belle e brutte, ma è stata un’esperienza fantastica che non dimenticherò mai. A volte ho giocato bene, altre male, ma ho dato sempre tutto, dentro e fuori dal campo per il Padova. Io penso di essere una persona positiva, cerco sempre di unire e mai di dividere, ho avuto la fortuna di condividere tante cose con un gruppo di ragazzi meraviglioso e non so cosa mi passerà per la testa domenica sera. Ho lasciato tanti amici, vorrei abbracciare tutti a uno a uno, non sarà possibile ma dentro il mio cuore quando entrerò in quello stadio lo farò”

Ricchiuti al Virtus Entella: “Poteva venire a Padova, ne abbiamo pure parlato, non se n’è mai fatto nulla. Domani sarà infortunato, ne avrà per un  mese, sarebbe stata una partita speciale anche per lui. Vorrei salutare tutti i tifosi del Padova, anche quelli che mi hanno criticato perché è nel loro pieno diritto. Io sono stato bene in una piazza stupenda, esigente certo,  ma che ti dà tantissimo. E quello che ho ricevuto dai tifosi lo porterò sempre con me”.

Carriera e traguardi: “Ho avuto una bella carriera, spesso e volentieri ho lottato per traguardi importanti. Ho fatto tre promozioni con Chievo, Catania e Padova, sono arrivato ai playoff con Cremonese ed Entella a giocarmi la finale. Ho avuto la fortuna di avere compagni straordinari, io ho cercato di dare solo il mio piccolo contributo. A volte ho vinto, a volte ho perso, ma ho dato sempre il massimo per ogni squadra in cui ho militato. Padova, però, ha un posto speciale nel mio cuore”

 

Ancora Cesar intervistato da Francesco Cocchiglia de Il Mattino di Padova: «Sarà una grande emozione, davvero. A Padova ho trascorso un periodo bellissimo, la città mi è rimasta nel cuore. Ho ottenuto risultati sportivi importanti, e qui è nata anche mia figlia Yara, e non posso che esservi affezionato. Porto con me solo bellissimi ricordi. Qualche partita in particolare? Da Busto Arsizio, fino al playout di Trieste. Ma ce ne sono alcune che non potrò dimenticare mai: la vittoria a Torino, che ci permise di raggiungere i playoff, il pari a Varese per 3-3 che ci regalò la finale. E poi, naturalmente, quella serataccia di Novara… Quell’espulsione è l’unica cosa che mi rattrista, se ripenso alla mia avventura padovana. Mi è rimasto l’amaro in bocca, sono convinto che in parità numerica avrebbe potuto finire diversamente. Ma come tutte le ferite si rimargina, un po’ alla volta. È impossibile dimenticare episodi come quello, ma nella vita sono cose che possono capitare. Ma l’ho superato, e spero proprio che anche i tifosi ci siano riusciti. Entrare all’Euganeo sarà un’emozione strana, e sono ansioso di vedere come andrà: l’accoglienza dei tifosi padovani, lo ammetto, per me è una piccola incognita. Mi auguro che vada tutto bene. La sfida? Di sicuro non sarà una gita di piacere. L’anno scorso c’era Bonazzoli, e lo ammetto, mi avrebbe messo un po’ di apprensione vedermelo davanti: un mastino difficile da contenere, lo conosco bene. Ora invece troverò Vantaggiato, vero? Sì, anche lui ho incontrato molte volte da avversario, e non sarà facile. Sui calci d’angolo, invece, meglio tenere d’occhio Cuffa: ah, quell’argentino lì, bisogna starci attenti!».

Fonte | Dimitri Canello per PadovaGoal | Francesco Cocchiglia per Il Mattino di Padova