Foschi elogia Dal Canto: “E’ spettacolare”

Rino Foschi, ovvero la saggezza incorporata nel suo dna, ma anche la soddisfazione per una positiva situazione globale in casa biancoscudata. Le interviste al direttore sportivo biancoscudato cominciano sempre nel segno del “warm up”, con risposte brevi, per poi allargare a ruota libera i confini della comunicazione.
Il Padova, quando è stato diramato il calendario, si è trovato a detta di tutti un inizio terribile, e invece viaggia con 11 punti, zero sconfitte e l’eloquente biglietto da visita di 8 gol segnati in trasferta, 2 alla Sampdoria, 4 al Cittadella e 2 al Verona. Foschi lapidario: «Va bene così, siamo agli inizi, piedi per terra». Seconda considerazione: il rapporto tra i nuovi acquisti e il loro rendimento appare più che lusinghiero. Replica laconica: «Vediamo più avanti. Capiremo la bontà delle scelte alla 8., 10. o 15. giornata. Memore di tante esperienze, è meglio non sbilanciarsi in tempi così ristretti».
Il diesse romagnolo ha subito individuato in Dal Canto un allenatore adatto al Padova. «È l’acquisto più spettacolare, è stato confermato e straconfermato. Preso a suo tempo come medico del momento, sarà invece l’allenatore del futuro con grandi prospettive. È giovane, un grande professionista in crescita, pacato e coerente, che lavora in maniera incredibile». Foschi entra in partita, l’argomento Dal Canto gli piace molto. «I numeri dicono che su venti gare ufficiali di serie B ne ha persa una soltanto a Novara, per giunta in maniera immeritata. Questa è la risposta – ma non voglio fare polemiche – a chi critica il gioco espresso dal Padova o la scelta della formazione, quando gioca questo o quell’altro. E non si deve nemmeno sottolineare che i fatti gli stanno dando ragione, perchè l’ottica giusta è pensare al lavoro che fa. E lui sa bene come deve lavorare». Un dato di fatto, comunque, è che il bottino complessivo di Dal Canto di 11 vittorie, 8 pareggi e una sconfitta non trova precedenti in 101 anni di storia del Padova.
Involontariamente, Foschi tira così in ballo una “regola” del marketing, secondo cui non si può affermare che le strategie di una azienda siano giuste o sbagliate, ma che funzionano o non funzionano. E il Padova funziona.
Quali indicazioni le ha dato l’arrabbiatissimo e per certi versi nevrotico derby a Verona? «Ci può stare una giornata particolare, dove però il Padova è riuscito a recuperare due volte e a realizzare due reti molto belle, segno che l’organico possiede individualità importanti. E questo lo sapevamo. Nella ripresa il gruppo ha mostrato grande personalità e non si è disunito, anche perchè l’allenatore sa leggere le partite. L’importante è muovere la classifica e io sono molto, ma molto fiducioso per un buon campionato». “Buon campionato” è il massimo che si possa ottenere da Foschi sulle ambizioni e possibilità del Padova, ma tradotto dalla scaramanzia e dalla prudenza significa chiaramente essere competitivi e quindi lottare per le primissime posizioni.
E la concorrenza, come si sta muovendo? «Si sa quali sono le squadre favorite, e poi vi sono organici che possono esprimersi al meglio oppure no. Per quanto ci riguarda, ci sono tutti i presupposti per disputare un buon campionato». Lo ripete, ma si avverte chiaramente la soddisfazione per il momento del Padova e soprattutto per la consapevolezza che l’operazione 2011-2012 sta procedendo a gonfie vele.
E i tifosi? Over diecimila alla seconda partita in casa, cifre da serie A anni 1994-1996, e con un trend, per come sta procedendo la situazione, in costante aumento. «Benissimo, ma pensando al futuro non voglio nè deprimermi nè esaltarmi». Della serie: ci siamo anche noi, nonostante la concorrenza si sia accorta abbondantemente delle potenzialità del Padova.
Termina la conversazione con Foschi, che mai ci è sembrato così tranquillo, soddisfatto e fiducioso. L’esperienza – ha detto qualcuno – è la somma degli errori commessi, e la consolidata prudenza del diesse biancoscudato è finalizzata appunto a non creare un eccesso di aspettative. Ma è indubbio che di questi tempi tira aria speciale.


Fonte | Il Gazzettino